martedì, 06 ottobre 2009

Chiacchere, emozioni..

Domenica, 4 ottobre

“Mamma, rimani  qui a farmi compagnia fino  a che mi addormento? “  .

La luce della lampada sopra al comodino mi pare più fioca del solito, oppure sarà la carta del Sole che è più salmonata, metto a fuoco con fatica, l’argomento è impegnativo, riguarda la discussione in merito al testamento biologico, due valutazioni differenti di Chiaberge e Rondoni.. “Mamma, guarda che non sono più piccola, non chiamarmi Princi  quando siamo in giro, ad esempio oggi, quando eravamo in passeggiata al Lago di Fimon: Priiiincipeeeessssa… sono in SECONDA MEDIA!!” Ma se è affettuoso il termine, non vedo che problemi ci siano..  ti avessi chiamata befana… Uff, mi tocca rileggere righe intere.. “Le mie compagne stasera mi hanno detto che stavo bene con questi pantaloni nuovi  e la felpa grigia..” Dormi, che domattina servono i razzi per farti alzare.. “Però, che bella passeggiata oggi, peccato che avevi lasciato a casa la fotocamera, quando la porti non troviamo niente di speciale, oggi invece… “ Eh sì , oggi c’erano quei cinque cigni in fila, così eleganti;  la tartaruga che si nascondeva sotto le ninfee  e quando riemergeva aveva una larga foglia in testa che pareva un buffo copricapo;  le papere in gruppo lungo il sentiero, una era rimasta indietro, in mezzo alla boscaglia, le ha chiamate, si sono voltate per andarle incontro, dimenando il sedere, simpaticissime! Oppure le altre che si erano infilate nell’erba alta e si vedeva questo movimento ondeggiante, ogni tanto qualche becco in aria; la barca a remi, che si spostava con delicatezza, le barche a vela che raddoppiavano con il loro riflesso simmetrico; le famiglie sull’erba a fare picnic, a giocare, a lanciare pane ai pesci, alle papere… ed una bella luce, una temperatura di fine estate, piacevolissima su gambe e braccia nude.. E poi le chiacchere, ma sì, in fondo abbiamo perso di registrare qualche immagine, ma ci siamo godute tutto.

*********************************************************************

Mi godo questo abbozzo delicato di un autunno spaesato, questo paesaggio ancora così caparbiamente verde quasi ovunque e queste righe traducono ciò che percepisco:

"Settembre. C’è un non so che in questo mese che mi ricorda marzo e i primi giorni d’aprile, quando la primavera ancora esita sulla soglia e il giardino trattiene il respiro in attesa. C’è nell’aria la stessa dolcezza, il cielo e l’erba paiono uguali ad allora; ma le foglie raccontano una storia diversa, e il rampicante che si colora di rosso sul muro della casa si avvicina in fretta al suo ultimo e più splendido momento di gloria".

(Elizabeth von Arnim)'

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Lunedì 28 settembre

"Possiamo chiaccherare stasera a cena che siamo io e te?"
In auto mentre tornavamo da danza , lei e Martina, tutto uno scambio di temi e sfondi per il cellulare tramite bluetooth.
"Mamma dopo ti faccio vedere delle cose su messenger!"
E mi fa sorridere il vederla smanettare con tre, quattro amici, con l'utilizzo di emoticon a livellospaziale, tutti luccicosi, tutti colorati: punti esclamativi, interrogativi, parti di parole che si muovono... aiuto, mi girava la testa..
"... perchè devi sapere, mamma, che adesso va di moda messenger, facebook e netlog, sai vero cos'è netlog?" (me lo sono andata a vedere su google, vuoi mai che faccia brutta figura).
Scusa ma chi sono stì Bruno, stì Matias... ah, il mondo di Patty, sì ma è un film? una serie di episodi.. lei è una ragazza che ha problemi - e non son riuscita a sapere di più -, ma tipo HSM? no, diverso.  Adesso faccio un'indagine su google...
E poi a letto non aveva voglia di mettersi tranquilla, tutto un ridere, un giocare , un pizzicarci.. quanta spensieratezza..

 


postato da: cercacoccole2 alle ore 22:20 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 23 settembre 2009

.. Io vengo da...

22 settembre
E' sera, fa ancora caldo - bella quest'estate che allunga le sue spire fino ad insidiare l'autunno -, si riprende con il laboratorio autobiografico.
S. arriva con i suoi riccioli scomposti, affannata, trasognata - sono andata a provare il mio abito da sposa, mi pare di avere bolle nel cervello -; S. ha uno sguardo che brilla di mistero, ha un quaderno francese con acquerelli di Bretagna, un oggetto che riscuote la mia invidia; G. ha lo sguardo colmo di tristezza e l'aria dignitosa, lei è la più grande fra di noi e va a vivere da sola, ha perduto il suo compagno di una vita; T. ha gli occhi che luccicano, ha superato una prova difficile e si sente rinata, guarda alla vita con occhi nuovi; S. ha perduto un affetto familiare, è in perenne movimento fisico, emotivo, di pensiero; D. e G. parlottano sorridenti, lavorano insieme; manca qualcuno.. il nostro professore ci osserva, ci ascolta,  attende con pacatezza che questo esuberante mondo femminile si metta in ascolto ed in scrittura.. : "... Io vengo da.. "

Io vengo da un mondo chiuso ed anelo ad uno spazio libero.
Io vengo da anni di superficialità e cerco di optare per un ispessimento dell'anima.
Io vengo da mesi di vedovanza autobiografica e sono qui con il desiderio di far profumare d'inchiostro le pagine rigate.
Io vengo da una giornata di tristezz, una coltre spessa ha turbato il cuore: ricordi, amarezze, rammarico, anche rancore; sono qui per capire i passi del domani.
Io vengo da un'esperienza di ascolto del pensiero - il festival di filosofia - pensiero antico, pensiero moderno, che mi porta a riflettere, è un rimandare ad altro ed altro ancora.
io vengo da un tragitto nel quale ho ascoltato brani musicali coinvolgenti, che evocavano la vacanza greca, il profilo del Monte Athos sfumato dalle nubi, un senso di malinconia.
Io vengo da un intreccio di passi veloci: preparare, uscire, andare, ritornare, preparare, salire e scendere le scale, sono qui per fermare i passi e per far discendere dalla carrozza affannata le dame delle parole ed i ventagli luccicanti delle emozioni.
Io vengo da riflessioni che assomigliano a marosi inquieti, imbrigliati in reti a maglie a volte troppo strette, sono qui per trovare, nel silenzio, i lembi sinuosi che fanno defluire l'irrequietezza.
Io vengo da un abbraccio profumato di gelato alla crema, della Principessa, lei è presente ed attende i miei racconti.
Io vengo da un patchwork di esperienze, vado verso un alfabeto che cerca di costruire la memoria e tracciare una grammatica del futuro.
Io vengo da una diaspora di ricordi, con fatica estraggo sfilacci appiccicosi e compongo un collage che ha grandi spazi interrogativi.

*******************




postato da: cercacoccole2 alle ore 21:52 | link | commenti (1)
categorie:
domenica, 30 agosto 2009

La Princi ha 12 anni...

Vourvourou, Sithonia, 11 agosto 2009


Sofia oggi compie 12 anni.

La osservo, me la coccolo con gli occhi e con il cuore, mentre si tuffa, si fa trasportare dalle onde, a tratti sparisce fra la schiuma. Questo movimento continuo che va e viene, che riassetta la battigia, che cancella orme e lascia ricami altrove, spruzzi salati sulle rocce..

Ora la sento come la mia principessa, si sta divertendo, ha gli occhi che le brillano, pelle che oramai si copre di squame, ma resiste ad un'altra onda ed un'altra ancora.
La gioia di giocare, senza le malizie e gli sbalzi d'umore dell'adolescenza, che nonostante tutto preme, si fa sentire, in momenti nei quali vedi il viso e lo sguardo turbati da qualche pensiero più grande di lei, da un velo opaco che scende come uno zig zag gigante sulla solarità che la contraddistingue.
Qualcosa che la ferisce, le delusioni dagli amici quando fatica a comprendere nel suo mondo privo di sotterfugi e calcoli. Le lacrime che scendono copiose al termine di una settimana in montagna con amici e compagni di scuola.
Il disappunto per la mancanza di correttezza che riscontra oppure per un rifiuto.
La testa fra le nuvole, quando tu parli, chiedi e lei riemerge con aria frastornata e si meraviglia se ti inalberi..
Il senso della giustizia che le fa turbare l'animo quando qualcuno si fa strada con i soprusi.
Allora è Sofia, troppo grande per essere Princi.

Un altro tuffo e riemerge con uno splendido sorriso, perle fra le ciglia.
Si aggrappa alla tavola colorata e viene scaraventata
sott'acqua, riemerge ridendo.

Scrivo perchè desidero ricordare, desidero marcare con segni duraturi la bellezza di questo momento, il tuffo dalla roccia, in alto, la grazia e la vivacità insieme, che la rende così speciale. Il balzo nel vuoto, il profilo soffuso del Monte Athos dietro alla figurina che piomba nell'acqua, profumo di innocenza e gaiezza.


- Si va a cena fuori vero? Metto la canottiera che lascia le spalle scoperte, i pantaloni bianchi, i sandali nuovi che hanno un po' di tacco.. Metto anche la matita, gli orecchini nuovi, i braccialetti colorati..
Posso ordinare il pesce fritto? Ma tu capisci il greco? Ecco che comincia a piovere, un temporale anche qui in Grecia, da non credere! -
E poi in camper, qualche fetta di dolce al cioccolato portato da casa, con candeline da spegnere.. altrimenti che compleanno sarebbe!


Buon compleanno Principessa...

postato da: cercacoccole2 alle ore 22:37 | link | commenti (6)
categorie:
mercoledì, 27 maggio 2009

Perdere lucidità...allargare lo sguardo..



Dal laboratorio autobiografico, 26 maggio 2009

"Ho perso la mia lucidità e..."
Persa? E cos'è mai la lucidità? Il mantenere anima e cuore imbrigliati su binari stretti? Il conoscere rotte sulle quali navigare senza ombra di tentennamenti?
Allora ho perso la mia lucidità e... ho navigato controcorrente, raccogliendo conchiglie di mare nelle acque del lago, appallottolando la lucidità del "noto e consueto" nel cestino delle offerte speciali ed andando a scovare la freccia nei bauli del tempo, dimenticata dalla fretta, dalle incombenze.
Che bellezza scoccare la freccia della passione contro la cristalleria della lucidità e veder sbriciolare le cose in fila ed inanellare zig zag di emozioni. Non attendere che il sasso procuri i cerchi lenti nello stagno, ma farne straripare le rive, fino ad inondare la terra arsa che vi confina.
Perdere la lucidità delle certezze, per incontrare l'imperfezione della differenza. Dare un calcio alla torre di ordinati barattoli e ridere del loro tintinnio disordinato.
Affrontare il buio incurante della miopia, perchè al tatto i segreti si rivelano con più fascino.
Farsi beffe della lucidità, a momenti alterni, per mitigare il respiro corto dei giorni stranieri.
Godere dei gesti senza ragione, senza tempo, incurante dei luoghi. Polverizzare l'austerità della lucidità con la leggerezza delle nuvole che evaporano nel cielo.

******************************************

"La parola diventa rugiada sulle tue labbra.
Dici: albero –
E vedo foreste di alberi.
Dici: pietra –
Non asfalto o cemento,
ma sotto l’acqua punge la roccia.
Dici: bello –
E l’alba fa spuntare tulipani
e il nostro grembo si riempie di primule.
E quando è finito già quasi tutto:
un sigillo rosso prende il posto della tua bocca
quando sciogli lentamente il mio nome”.

(Amy Károlyi)  



postato da: cercacoccole2 alle ore 22:55 | link | commenti (3)
categorie:
martedì, 19 maggio 2009

Pensieri dal quotidiano al mondo...

La cucina profuma di colorato, di dolce e di salato: plumcake di zucchine e carote, tegame frastornato da peperoni rossi e gialli, crostata vestita con marmellata di pere, fragole che arricciano le estremità nell'incontro con il limone, vaso con le rose rosa del giardino della mamma, profumo d'erba che s'insinua dalla finestra... silenzio messo a dura prova da contrappunti di grilli.. e penso che dovrei fissare qualche spazio scritto fra un giorno e l'altro, al di là della nota della spesa, degli appunti fra il volante ed il cambio, delle colonne di un bilancio - aziendale - che non ne vuol sapere di levarsi di torno definitivamente  ed assomiglia ad una piovra che ogni tanto allunga un tentacolo e ti provoca l'orticaria...
Ma ci sono note che osano dentro e fuori gli spartiti, tentativi di arrangiamento di canzoni, testo che va da una parte e musica dall'altra, accordi dolcissimi, studi di nuovi brani - Mi sarebbe piaciuto portare questo al saggio, senti che raffinato, ma il professore ha detto che non si poteva, è "Anonimo", ma cosa c'entra, è così bello! - Mamma, ti faccio un concerto mentre lavi i piatti -

Oggi Maddalena mi ha fatto leggere una frase che si adattava perfettamente alla fama di "tèara" (ovvero amante di tè ed infusi) : "E' strano come una teiera possa rappresentare allo stesso tempo la pace della solitudine e il piacere della compagnia" di un autore sconosciuto - per restare in tema di anonimi - .

Nelle tende d'Abruzzo si soffre il caldo ora e mi torna alla mente un articolo letto domenica sullo stabile costruito per gli studenti, mai utilizzato a causa di diatribe amministrative, che non ha subito danni perchè antisismico, mentre quelli che avrebbero potuto viverci non ci sono più. Penso alla campagna elettorale governativa fatta a suon di barconi carichi di volti disperati respinti verso la Libia. Penso alle migliaia di profughi dello Sri Lanka di queste ultime settimane stretti in una morsa fra i Tamil e l'esercito, che non fanno notizia fra chi si occupa di gossip presidenziale. Oppure agli altri profughi che abbandonano i villaggi nella valle dello Swat, fra talebani ed esercito pachistano, emergenze che si aggiungono a quelle esistenti. Volto sorridente di Roxana Saberi liberata e volto sofferente di Aung San Suu Kyi incarcerata, che si mescolano a volti anonimi di donne che si affaticano, portano pesi in capo, scavano con le unghie fra la miseria per tentare di occupare il giorno seguente.. 
E a proposito di donne - lontane dai media nostrani-,  condivido questo scorcio di "bellezza umanitaria" tratto da www.combonifem.it:
"
Cinquecento donne israeliane ogni giorno si recano ai posti di blocco di Betlemme per sorvegliare i militari dei check-point. Il loro intento è controllare che non avvengano soprusi e, nel caso in cui accadano, denunciare le prevaricazioni. È una consuetudine che va avanti da oltre otto anni. Una volta arrivate ai check-point dove i palestinesi attendono in fila pazientemente, queste donne osservano, annotano quel che accade, aiutano chi si sente male e chi non riesce a passare il blocco. Lo fanno per testimoniare eventuali violazioni alla dignità e al diritto dei palestinesi.

Per dar vita a questa discreta, ma determinata forma di controllo sui militari dei posti di blocco di Betlemme, cinquecento donne hanno fondato, ancora nel febbraio 2001, un gruppo denominato Machsom Watch (Guardare la barricata). Vogliono essere testimoni dell’oppressione che le forze militari israeliane esercitano sui palestinesi. Vogliono poter denunciare esattamente quel che accade e raccontare davanti ai tribunali che un giorno giudicheranno i crimini di guerra, dare il proprio contributo a ricostruire quel che ogni giorno accade senza che nessuno intervenga.

Pensieri sul mondo che chiudono la mia giornata, annodando fili invisibili di anime che pulsano in ogni dove, che si vorrebbe fossero "trovate" e curate, come in questa poesia:

“Tu arrivasti alla mia anima quando era dimenticata:
le porte divelte, le sedie nel canale,
le tende cadute, il letto sradicato,
la tristezza curata come un vaso di fiori.
Con le tue piccole mani di donna laboriosa
ponesti tutte le cose in fila:
lo sguardo al suo posto, al suo posto la rosa,
al suo posto la vita, al suo posto la stuoia”.

 (Jorge Debravo)





postato da: cercacoccole2 alle ore 23:25 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 06 maggio 2009

Il viaggio.. autobiografico..



E' la sessione di maggio del laboratorio autobiografico, profumo d'acacia lungo il tragitto, la sala consiliare che accoglie i nostri saluti, gli abbracci, le chiacchere.
Stasera si parla del Viaggio , "Ho pensato tanto a quel viaggio e poi... " dice Antonio e io brontolo subito: "se mi metti subito i paletti..". Marisa mi rimbrotta: "Sei come me quando mi davano il titolo del tema a scuola, ma fa schifo! e poi uscivano le pagine" ; rincalza Stefania: "Ma è il tuo tema!". Mi metto a scrivere...

... E poi improvvisamente si cambia. Per mille motivi.
Perchè la banderuola del vento migra ad ovest invece che ad est, perchè le nuvole si ispessiscono a nord ed allora si va verso cieli più leggeri a sud, perchè le ali dei pensieri diffondono richiami a nord ovest... chissà perchè si cambia direzione..
I viaggi fanno parte della mia vita, navigano sotto pelle anche quando sono ferma al semaforo rosso del quotidiano, inquietano l'anima mentre il corpo riposa al sole.
Ogni spunto è una spinta all'andare.
Viaggi non solo paesaggistici, ma viaggi con le storie raccontate, con quelle ascoltate, con gli sbuffi di nuvole che fanno viaggiare lo sguardo, con gli incontri, i percorsi d'amicizia: quali magnifici viaggi!
Viaggi dell'anima: quando l'universo interiore prende vita e fa affiorare pagine colorate.
Viaggio come partenza, come distacco dal noto per avventurarsi verso i desideri della scoperta, verso le maree dal sapore diverso. Bagnarsi i piedi in un'onda che non appartiene al passaggio precedente.
I viaggi condivisi, quelli solitari, quelli familiari, quelli dell'infanzia, quelli con i papaveri rossi, quelli con le gocce di pioggia sui vetri, quelli con la schiuma del mare, con i ciotoli bianchi del lago, con i passi nel medioevo, con le tele impressioniste, con i grilli e le lucciole..
I viaggi della memoria: l'autobiografia, viaggio a ritroso nel tempo, un viaggio all'incontrario; pieno di anse, di nidi, di rifugi, di polvere, di risate, di ingenuità, di allegria, di festa, di affanno. E così questi fili di giunco, più lunghi, più corti, si intrecciano fra di loro, in uno scalcinato canestro, perchè il viaggio autobiografico non è ordinato, ha i nodi, le rotture, i pezzi aggiustati, i fili che pendono qua e là, un zig zag nella storia che presenta buchi.. Chissà che colore hanno i canestri della memoria!
Perchè mi piace viaggiare? Per ispessire la mia storia, per fare nuovo il mio sguardo, per l'inconsueto che travolge gli arrivi e stimola le partenze. Perchè la mia anima, è un'anima inquieta, che rincorre le farfalle di idee anche quando è trattenuta da coperte calde e pesanti.
Amo le coincidenze degli incontri, quel punto sull'asse cartesiano della vita elaborato da coordinate casuali ed improvvise, un viaggio nella conoscenza, un dono inestimabile.
Mi sento abitata da un'essenza di migrazione.




postato da: cercacoccole2 alle ore 23:56 | link | commenti (3)
categorie:
martedì, 17 febbraio 2009

Per scrivere, scrivo..

.. sui quaderni, sul cellulare - ogni tanto capita qualche imprevisto e mi spariscono appunti preziosi -, sui foglietti... Traduco pensieri, emozioni, avvenimenti; racconto il paesaggio che ho di fronte, come questi riflessi tremolanti. Pare che qualcuno si sia dilettato a comporre delle treccine con i rami e poi le abbia sciolte, oppure che sia passato un aquilone gigante ed abbia scomposto la loro immobilità...
Peccato per i giorni grigi che ci sono stati, per i fine settimana lacrimosi che tolgono sapore al cielo, alle case, alle finestre, ai ponti, persino ai passi... Prova tu a ritrovarti circondata dalle acque, senza stivali, senza negozi, senza sacchetti di nylon giganti, con l'acqua alta che impedisce ogni via di fuga - dal campo del Gheto novo - e ti irritano i palazzi, l'umidità.. Vorresti essere Mosè per aprirti un varco verso un ponte, ma la marea si ritira con i suoi tempi lenti, nonostante l'impazienza delle scarpe da ginnastica azzurre... Dedalo di calli defilate, odore di fritto, di salsedine, la vetrina con le maschere di cioccolata in miniatura, le chiese, le barche colorate annebbiate dalle gocce di pioggia, i panni stesi sopra i canali - ma cosa vuoi che si asciughi con tutta quell'umidità e poi sai che puzza "de freschìn" -, una sbirciata nel Canal Grande con i ricami della Ca' d'Oro, con le gondole in smoking, con i vaporetti che arrancano con il loro carico vociante, con le passerelle dove non servono - perchè tanto in certi punti l'acqua non sale -, con i piedi umidi, con le vetrine di maschere luccicanti, nuovamente in cerca di oblio, in quei labirinti di case, muri, ponti, canali, cortili, che nascondono sorprese, riflessi, chiacchere, donne che spazzano via l'acqua dalla cucina... peccato per questa patina grigia che intristisce e trasmette un senso di abbandono... Meno male che lo spirito ha altre fonti di sollievo!
E' un periodo dedicato ai dolci lievitati, alla sfida che viene da tempi lontani e che ora ho affrontato riportando la vittoria - ovviamente merito del contenitore arancione con coperchio -  :-)  E questo impasto che cresce, che è nello stesso tempo morbido ed elastico, richiama altri pensieri, similitudini, nascono le metafore degli impasti...
Oltre alle brioches, ai nodi, ai biscotti ripieni.. ed il profumo si espande,  attraversa forse anche il web??? :-)

Cecília Meireles

È necessario non dimenticare nulla;

né il rubinetto aperto né il fuoco acceso,

né il sorriso per gli infelici

né la preghiera di ogni istante.

 

È necessario non dimenticare di vedere la nuova farfalla

né il cielo di sempre...

 



postato da: cercacoccole2 alle ore 23:07 | link | commenti (4)
categorie:
giovedì, 01 gennaio 2009

Buon 2009!

Buon anno...  con la neve, con le impronte notturne nel grande cortile di Fabiola e Giuseppe, con il velo di tulle che filtrava dal lampione, con i pensieri in movimento verso i giorni a venire, con i desideri che saltellano per uscire allo scoperto, con la carrellata di sorrisi, incontri, lacrime, amarezze, letture, scritture, poesie, viaggi, mondi femminili, emozioni, affetti, scatole di confusione, luci, nuvole... che hanno accompagnato il 2008..  Con la speranza di tessere grandi arazzi colorati nei gesti, negli incontri, con le parole, con la matita, con la penna, con gli abbracci, con le risate, con i passi quotidiani, quelli feriali e quelli festivi, con le pile di giornali e libri che si accumulano, con le pedalate sull'argine, con le cioccolate, con le poesie femminili, con gli scatti dove lo sguardo esprime meraviglia, con le serate autobiografiche, le "ciacòle" con le amiche... e via via questi semi di bellezza che si espandono in un armonioso e variopinto giardino quale sarà l'anno.. Niente catastrofismi oggi, l'invito è alla luce, di buio ce ne scarozzano già abbastanza... L'augurio speciale è con il sorriso della Princi e con una poesia.. Buon Anno di tenerezza.. largo al cuore, sia nei giorni belli che in quelli difficili, almeno ci sarà scambio emotivo!!
Riporto l'augurio di stanotte:
per un 2009 che assomigli ad un velluto rosso, morbido per attutire le asperità, sinonimo di passione per vivificare le note divenute afone, che richiama la festa del cuore e la bellezza del dono.. Auguri!!


Blaga Dimitrova
Incrociare lo sguardo

 


Incrociare lo sguardo –
questo tremolio di raggio,
che ti trafigge
fino a baratri ignoti
dentro di te,
affogati nell’attesa.

L’esistenza si dischiude
nell’attimo in cui incroci lo sguardo:
senza limite di frontiere,
senza ombra di dipendenza,
senza scopo, senza paura,
senza determinazione alcuna.

In un attimo il tocco leggero
dell’indivisibile completezza
del mondo creato.
Incrociare lo sguardo,
sentire la musica
della luce stessa.

Un sublime attimo di libertà.
In un baleno
si incontrano due raggi
di due contrapposti universi:
il raggio ardente del corpo
e il raggio fresco dello spirito.

Una domanda che è un lampo.

E il segreto negli abissi profondi
ti chiama per essere svelato
e tuttavia rimanere segreto.
È ciò a cui sei votato
in questo strano mondo –
incrociare lo sguardo.

Traduzione di Valeria Salvini

Blaga Dimitrova
Segnali
a cura di Valeria Salvini

 




postato da: cercacoccole2 alle ore 10:28 | link | commenti (5)
categorie:
domenica, 30 novembre 2008

Van Gogh, la pioggia, l'Avvento...

La neve, la pioggia, il cielo arruffato ed ostile, una pausa ieri, al risveglio qualche strappo d'azzurro qua e là, la finestra grande sul cortile, l'albero di cachi che ravviva lo sguardo con le sue regalie arancioni, le gocce che imperlano il gelsomino, la colazione rilassante, i baffi di zucchero a velo.. in auto verso Brescia, lieve foschia sul limitare dei campi, a ridosso dei monti, la terra color cioccolato, i fossi colmi d'acqua, i tappeti di foglie gialle e marroni, le fabbriche con i loro fumi che si confondono con le nuvole e poi il picnic invernale sul belvedere sotto il castello, le mani che si ghiacciano nel tenere il panino, i passeri ed i piccioni che si contendono le briciole, la scatola con il dolce appoggiata alla panchina, dalla balaustra le cupole, i tetti, le antenne, le chiese, i palazzi, le sfumature all'orizzonte, gli alberi spogliati ed infreddoliti... La mostra sui disegni e dipinti di Van Gogh, un percorso silenzioso ed attento, passo dopo passo, concentrata nel leggere, comprendere, osservare, emozionarsi di fronte alla grandezza dell'artista, lo scambio di commenti ed impressioni, la complicità nel "vivere" le stesse sensazioni ed il regalo, nell'ultima sala, di alcuni dipinti: la gioia dei colori e la forza di ciò che era rappresentato, la passione degli ulivi, dei cipressi, del cielo, del giardino... un godere della bellezza!
La cioccolata con vista sui tetti, una pioggerellina fine che immalinconisce il ritorno..
Ed oggi la pioggia si riprende la scena con largo uso di effetti speciali, dissuadendo dalle passeggiate.. compiti, faccende domestiche, la composizione di candele per l'Avvento, con l'agrifoglio pungi-mani, il tulle rosso, seguita dalla creazione di una busta rossa gigante che contiene a sua volta delle buste verdi con i biglietti rossi sui quali scrivere i pensieri domenica dopo domenica e mentre uso il pennarello argentato : "mamma, non sapevo tu sapessi anche scrivere bene".. ed il compasso disegna cerchi sui quadrati, la candela profuma la cucina ...niente torte oggi, c'è la sperimentazione con il collegamento adsl, niente a che spartire con le connessioni spaziali promesse dal contratto, ma pare che i miglioramenti ci siano... Perlomeno posso caricare le foto su Flickr..
La pioggia avvicina l'ora del buio, la domenica sfuma, la malinconia tratteggia i pensieri, i desideri si mettono al riparo...

E mi pare che  ci sia poco posto per le mete, per i racconti, per le conversazioni, ma nello stesso tempo apro finestre nuove, ho regali dagli incontri, allungo lo sguardo per scoprire l'angolo celato ed il posto diviene elastico, si aggiunge una tasca, si annoda un altro filo... bello!

Erika Burkart
Le grazie del quotidiano

Vedere, d’inverno,
alzarsi da un bosco una colonna di fumo
come se uno spirito
facesse a un altro un segno.
Non poter contare i gabbiani
sul campo di nebbia dissodato,
pensare al cammino dell’acqua,
al tempo delle pietre –
Entrare col gelo tra le ciglia
in una stanza dove arde il fuoco,
scaldarsi le mani sulla teiera,
dare ascolto al cuore
fuori di sé
per null’altro che la vita
cosí breve,
che ci ricorda che
prima che fosse tardi
abbiamo visto le stelle
Gemma, Capella,
rabbrividendo di notte
accanto alla stufa spenta
mentre il vento
batteva alla finestra
e in un cielo
come di ghiaccio chiaro
agli alberi cresceva
una corona di neve.

 
L'ingresso alla mostra. Foto di Sebastiano.


postato da: cercacoccole2 alle ore 22:11 | link | commenti (5)
categorie:
mercoledì, 19 novembre 2008

Diario settimanale... senza foto, ahimè..

Lunedì 18 novembre
Buona sera e buona continuazione di settimana..
 
Ahimè sono ancora alle prese con l'analogica e quindi tempi biblici per il collegamento, l'apertura di una email, per non parlare dell'invio, anzi spesso la pagina "galleggia" sospesa e non si decide a partire... ufff!  Impensabile caricare foto su Flickr per integrare il post.
E mi spiace proprio non essere più presente, non raccontare più spesso, non leggere i blog delle persone amiche...
 
Venerdì scorso, nel primo pomeriggio, quando il vento aveva racchiuso con forza i nuvoloni grigi e piagnucolosi dentro ad un grande foulard, nascondendolo chissà dove dietro le montagne, la luce ha donato allegria all'albero dei cachi che colora la grande finestra, un carosello festoso di passeri lo rincuorava, per nulla intimoriti dalla danza passionale dei pini, che da impettite sentinelle si trasformavano in vigorosi direttori d'orchestra... Si poteva sperare in ore d'azzurro...
 
E così neanche questo sabato si son viste le sete, i veli, i cotoni dell'estate abbandonare il loro posto dentro ad uno straripante armadio e migrare verso luoghi più spaziosi.. no, son rimasti a conversare con i tessuti pesanti, infilati in spazi angusti, a far invidia ai tailleur di lana, a spettegolare sul profumo di lavanda e sui granellini alla magnolia...
Anche se sarei tentata - vista la temperatura tropicale del nostro ufficio - a rimetterne in uso qualcuno.. il problema è il percorso a piedi fra il parcheggio e gli uffici, con i cinque gradi di stasera si rischia grosso!
 
Affascina sempre la laguna in versione blu scuro, come sabato sera, con quei disegni di luce che galleggiavano a semicerchio, quasi come un lavoro di traforo nel velluto notturno, con una luna vestita da gran signora in broccato avorio.. e la domenica mattina, Chioggia, ha regalato i suoi colori intensi incastonati nella limpidezza di un azzurro che il vento aveva già rassettato ben bene.. Il mercato del pesce, con l'inconfondibile odore, le voci dei venditori mescolate ai compratori, un brusio con improvvise dissonanze, i gabbiani di vedetta tutt'intorno, bianchi e grigi contro l'amaranto del palazzo.. Nel pomeriggio la spiaggia, lunga, finalmente orfana di ombrelloni e lettini, di altoparlanti rumorosi, generosa di conchiglie, tronchi, rami, alghe, orme sulla bassa marea, andirivieni continuo sulla battigia, non si può esimersi dal rito della raccolta - magari qualche conchiglia la diamo a Susanna, beh, sì, vediamo, ma questa non ce l'ho, questa è diversa, guarda che forma - e la giornata si conclude con gli inevitabili compiti, sigh, anche di domenica sera... ma cosa le hanno inventate a fare le scuole per le ragazze undicenni che hanno in mente tutt'altro!!
 
E la settimana inizia ancora una volta con lo studio della storia, ancora Sparta e Atene - stavolta i termini escono con più facilità - , gli Etruschi - per cosa si sono distinti? allora, un attimo, ecco... Sofia, sveglia! - , la nascita dell'antica Roma - ma allora il Senato come era composto?...e via di seguito - . Alle dieci giravano più sbadigli che risposte..
"Mi fa proprio incavolare la professoressa di musica, ci ha dato le copie perchè in classe c'era chi chiaccherava durante la distribuzione delle verifiche. Io le ho precisato che non stavo chiaccherando e non era giusto che le dovessi fare.. Non c'è stato niente da fare.. Ma non si fa così!!" 
 
Al martedì passo io a prenderla all'una, oggi sale tutta scura in volto, è irritata con la prof di educazione fisica, le ha dato otto per l'esercizio di salita e discesa sulla pertica, uff... per qualche centimetro ha visto sfumare il nove..:-)
Ci teneva visto che son gli unici voti alti che circolano nel libretto...
Meno male che stasera non si replicava con i ripassi, ma circolavano popcorn, castagne arrostite nella padella - rigorosamente nel fornello fuori -, la torta a forma di rosa, soffice soffice e profumata, oltre alla partita a Labirinto magico - rivincita di Sofia, dopo le mie vittorie della scorsa settimana - .
 
Le piace chitarra, ha desiderato farmi ascoltare qualche esercizio che sta imparando.. Stasera il papà le ha fatto mettere a tracolla la mitica Fender, chitarra elettrica, si sentiva una rock star (uno dei suoi desideri di professione futura!!)..
 
Nonostante il mantello impenetrabile di nuvole in versione londinese, in ufficio il clima è rilassato, comincio a tracciare segni più marcati allo scorrere della terza settimana, mentre circolano costantemente liquirizie, ahimè caffè, gallette al mais, biscotti, infusi, tè.. Qualche chiacchera qua e là: figli, scuola, vacanze, gite, mare, stufa, pediatra, danza, educazione, avvenimenti... Non subisco pressioni, posso organizzarmi le giornate, i tempi, gli spazi, punteggiati da richieste di aiuto, chiarimenti, confronti con le colleghe. Le "mie" tre donne paiono accogliere la mia presenza in modo positivo. Venerdì ho scritto loro una email - tramite posta interna - , ringraziandole della collaborazione e condividendo pensieri del momento, oltre ad una breve poesia, ho ricevuto delle risposte che hanno abbellito l'esperienza oltre a farmi commuovere...
 
I capogiri sono spariti da una settimana, ma le fessure di libertà per far volare alto i pensieri sono strettissime.. Nonostante ciò si sta delineando una serata con lettura di poesie e narrativa al femminile, in coppia io e Susanna, da fare prima di Natale.. E poi ci sarà un'altra serata al sapore di memoria e ricordi, oltre alla versione 2008 della cioccolata autobiografica...
 
Stasera mentre questa connessione preistorica vacillava debolmente, commutavo l'agire incessante in lettura di poesie di Saramago e mi piace condividere questa:
 
"Le parole sono nuove: nascono quando
in aria le lanciamo in cristalli
di delicate o dure risonanze.
 
Siam simili agli dei, quando inventiamo
nel deserto del mondo questi segni
come ponti che abbracciano distanze."
*********** 
Ci sono stati momenti "oscuri" nell'ultimo periodo, ma ora sto riacquistando serenità, ricominciare da zero, professionalmente, è un'impresa non facile.
 
 
 

postato da: cercacoccole2 alle ore 22:29 | link | commenti
categorie: