
"La parola diventa rugiada sulle tue labbra.
Dici: albero –
E vedo foreste di alberi.
Dici: pietra –
Non asfalto o cemento,
ma sotto l’acqua punge la roccia.
Dici: bello –
E l’alba fa spuntare tulipani
e il nostro grembo si riempie di primule.
E quando è finito già quasi tutto:
un sigillo rosso prende il posto della tua bocca
quando sciogli lentamente il mio nome”.
(Amy Károlyi)
testo che va da una parte e musica dall'altra, accordi dolcissimi, studi di nuovi brani - Mi sarebbe piaciuto portare questo al saggio, senti che raffinato, ma il professore ha detto che non si poteva, è "Anonimo", ma cosa c'entra, è così bello! - Mamma, ti faccio un concerto mentre lavi i piatti -
“Tu arrivasti alla mia anima quando era dimenticata:

Pare che qualcuno si sia dilettato a comporre delle treccine con i rami e poi le abbia sciolte, oppure che sia passato un aquilone gigante ed abbia scomposto la loro immobilità...
, con l'acqua alta che impedisce ogni via di fuga - dal campo del Gheto novo - e ti irritano i palazzi, l'umidità.. Vorresti essere Mosè per aprirti un varco verso un ponte, ma la marea si ritira con i suoi tempi lenti, nonostante l'impazienza delle scarpe da ginnastica azzurre... Dedalo di calli defilate, odore di fritto, di salsedine, la vetrina con le maschere di cioccolata in miniatura, le chiese, le barche colorate annebbiate dalle gocce di pioggia, i panni stesi sopra i canali - ma cosa vuoi che si asciughi con tutta quell'umidità e poi sai che puzza "de freschìn" -, una sbirciata nel Canal Grande con i ricami della Ca' d'Oro, con le gondole in smoking, con i vaporetti che arrancano con il loro carico vociante, con le passerelle dove non servono - perchè tanto in certi punti l'acqua non sale -, con i piedi umidi, con le vetrine di maschere luccicanti, nuovamente in cerca di oblio,
in quei labirinti di case, muri, ponti, canali, cortili, che nascondono sorprese, riflessi, chiacchere, donne che spazzano via l'acqua dalla cucina... peccato per questa patina grigia che intristisce e trasmette un senso di abbandono... Meno male che lo spirito ha altre fonti di sollievo! 
Cecília Meireles
È necessario non dimenticare nulla;
né il rubinetto aperto né il fuoco acceso,
né il sorriso per gli infelici
né la preghiera di ogni istante.
È necessario non dimenticare di vedere la nuova farfalla
né il cielo di sempre...
Buon anno... con la neve, con le impronte notturne nel grande cortile di Fabiola e Giuseppe, con il velo di tulle che filtrava dal lampione, con i pensieri in movimento verso i giorni a venire, con i desideri che saltellano per uscire allo scoperto, con la carrellata di sorrisi, incontri, lacrime, amarezze, letture, scritture, poesie, viaggi, mondi femminili, emozioni, affetti, scatole di confusione, luci, nuvole... che hanno accompagnato il 2008.. Con la speranza di tessere grandi arazzi colorati nei gesti, negli incontri, con le parole, con la matita, con la penna, con gli abbracci, con le risate, con i passi quotidiani, quelli feriali e quelli festivi, con le pile di giornali e libri che si accumulano, con le pedalate sull'argine, con le cioccolate, con le poesie femminili, con gli scatti dove lo sguardo esprime meraviglia, con le serate autobiografiche, le "ciacòle" con le amiche... e via via questi semi di bellezza che si espandono in un armonioso e variopinto giardino quale sarà l'anno.. Niente catastrofismi oggi, l'invito è alla luce, di buio ce ne scarozzano già abbastanza... L'augurio speciale è con il sorriso della Princi e con una poesia.. Buon Anno di tenerezza.. largo al cuore, sia nei giorni belli che in quelli difficili, almeno ci sarà scambio emotivo!!
Blaga Dimitrova
Incrociare lo sguardo
Incrociare lo sguardo –
questo tremolio di raggio,
che ti trafigge
fino a baratri ignoti
dentro di te,
affogati nell’attesa.
L’esistenza si dischiude
nell’attimo in cui incroci lo sguardo:
senza limite di frontiere,
senza ombra di dipendenza,
senza scopo, senza paura,
senza determinazione alcuna.
In un attimo il tocco leggero
dell’indivisibile completezza
del mondo creato.
Incrociare lo sguardo,
sentire la musica
della luce stessa.
Un sublime attimo di libertà.
In un baleno
si incontrano due raggi
di due contrapposti universi:
il raggio ardente del corpo
e il raggio fresco dello spirito.
Una domanda che è un lampo.
E il segreto negli abissi profondi
ti chiama per essere svelato
e tuttavia rimanere segreto.
È ciò a cui sei votato
in questo strano mondo –
incrociare lo sguardo.
Traduzione di Valeria Salvini
la composizione di candele per l'Avvento, con l'agrifoglio pungi-mani, il tulle rosso, seguita dalla creazione di una busta rossa gigante che contiene a sua volta delle buste verdi con i biglietti rossi sui quali scrivere i pensieri domenica dopo domenica e mentre uso il pennarello argentato : "mamma, non sapevo tu sapessi anche scrivere bene".. ed il compasso disegna cerchi sui quadrati, la candela profuma la cucina ...niente torte oggi, c'è la sperimentazione con il collegamento adsl, niente a che spartire con le connessioni spaziali promesse dal contratto, ma pare che i miglioramenti ci siano... Perlomeno posso caricare le foto su Flickr..
E mi pare che ci sia poco posto per le mete, per i racconti, per le conversazioni, ma nello stesso tempo apro finestre nuove, ho regali dagli incontri, allungo lo sguardo per scoprire l'angolo celato ed il posto diviene elastico, si aggiunge una tasca, si annoda un altro filo... bello!
L'ingresso alla mostra. Foto di Sebastiano.
compresa coperta di palloncini colorati e candele con i fuochi d'artificio; sono stata a Milano, come ouverture del periodo sabbatico, sia ad accompagnare i miei genitori che proseguivano per Rapallo, sia per trascorrere ore piacevoli con un'amica, artista e poetessa milanese - alternando conversazioni e sguardi in angoli cittadini meno noti, pranzando in mezzo all'arte contemporanea della Triennale; ho visto l'arte nella natura - legno, pietra, foglie - in Val di Sella, con quelle opere contemporanee che si integrano nel bosco - nidi d'acqua, teatro intrecciato di noccioli, arco di conifere e latifoglie, la cattedrale vegetale - , bellissimo; ho chiaccherato con qualche amica, ho lavorato mezze giornate in ufficio ed in assistenza telefonica fino a martedì quando ho raccolto il portafoto in argento con il sorriso della Princi, i suoi lavoretti e doni dalle gite e cercato di ricacciare in gola le lacrime che premevano dentro ; ho trascorso delle ore molto intense e belle con i miei genitori in Liguria -vedi testo a parte - ; sono stata con un'amica ad un seminario di Diotima - donne filosofe - all'università di Verona, interessantissimo, sul fare
politica al femminile, quanto mai necessario in questi tempi; mi sono sistemata appunti e fogli vari fitti di pensieri e considerazioni - che appena riesco condivido -; ho iniziato a scrivere un paio di capitoletti della mia autobiografia - ricordi che affiorano dalla nonna paterna e dalle prozie - ; ho tentato una mission impossible affrontando la confusione e l'accumulo di cose nello studio alias magazzino, ma non vincerò io, bensì i mucchi di giornali, libri, ritagli di articoli... ; ho fatto il cambio stagione per Sofia, comprese prove per le misure - cavoli quanto cresce! -: mi sono fatta esami, radiografie, controlli, visto che ero a casa e potevo scegliere gli orari ; ho pulito la casa dei genitori prima che arrivassero, assieme a Dorina, lasciando un buon profumo di pulito ad accoglierli.. ; sono stata a Lonigo qualche volta in bici seguendo l'argine - visto che ho ricevuto una bellissima e lussuosa bici nuova - ; sono stata addirittura un lunedì mattina al mercato con una cara amica che mi ha illustrato tutte le bancarelle - dalle ciabatte alle maglie alle scatole colorate - ; sono stata ad una puntata di scrittura autobiografica condividendo parole ed ascolto; ho aperto le finestre ogni mattina con giornate di sole e giornate di pioggia e di grigio, fatto la spesa al supermercato a metà mattina; io e Sofia abbiamo acquistato un modem adsl - perchè di analogica si muore -, una stampante a colori; ho avuto momenti di sconforto per la preoccupazione sul nuovo ambiente, altri di stress per le continue telefonate dall'ufficio, altri di serenità nel fare cose senza orario, altri di inadeguatezza di fronte alla famosa lista che non ho depennato nemmeno per una voce!!!da www.combonifem.it
Le pietre della morte che colpiscono una donna
In Somalia una giovane di ventitré anni è stata condannata a morte per aver confessato di aver avuto una relazione extraconiugale. Dal 2006 è la prima volta che accade. Da agosto a dominare la città di Chisimaio sono di nuovo le Corti islamiche.
29.10.2008:
E’ stata condannata a morte per aver ammesso di aver avuto una relazione extraconiugale, Aisha Ibrahim. Il suo adulterio le è costato la lapidazione. Ad uccidere questa giovane ventitreenne nel vecchio stadio di Chisimaio, un’importante città del sud Somalia, sono stati cinquanta uomini. Lo hanno fatto tirandole addosso delle pietre, mentre migliaia di altre persone guardavano “lo spettacolo”.
Durante l’inumana esecuzione di Aisha è morto anche un bambino. Quando i parenti di lei hanno cercato di soccorrerla, le guardie hanno sparato. Ma i giudici fondamentalisti – quegli stessi che hanno condannato la donna – rassicurano: “Puniremo la guardia responsabile della morte del piccolo”. Poco importa di quella di Aisha. Condannata – racconta la famiglia – nonostante durante il processo non si siano presentati l’uomo con cui lei ha avuto la relazione e quattro testimoni del fatto. Così come prevede l’Islam.
Aisha non è la prima donna, né sarà purtroppo l’ultima a subire la lapidazione. Ma condanne come la sua non se ne vedevano in Somalia da due anni. Da prima che, alla fine del 2006, le truppe del governo di Mogadiscio sconfiggessero, grazie all’aiuto militare etiope, le Corti islamiche che dal 22 agosto scorso sono tornate a controllare la città tornando a mietere la paura di un’ideologia di al Quaida mai scomparsa.
Ancora “sharia” dunque. Perché i grandi potenti del mondo non sono ancora stati in grado di garantire la vita e i diritti delle donne dei Paesi islamici.
Foto di Don Cano
"Lasciati pervadere dal sussurro delle parole dette e non dette.. (..) E ascolta gli antenati perchè le trame della tua genealogia di famiglia e di sp
ecie ti trasmettano l'ineludibile. Se non senti da dove vieni e non conosci il noi che ti possiede, il tuo canto non avrà fiato. Non pensare di farcela da solo. Sei trama, sei voce di cuori. E non aspettare il tempo giusto per osare.Non arriverà.. (..) Datti il passo giusto per raccogliere il vento che viene da ieri e vedrai oltre.." tratto dal libro di Anna Fabbrini, Qui e là.
25 ottobre 2008
Sestri Levante, un sole caparbio sgomita ed emerge ad est, scendiamo alla spiaggia. Barche colorate in assetto fuori stagione sono allineate sulla spiaggia, fanno compagnia a sassolini, cabine bianche e blu, qualche sedia di plastica; i promontori verdi alle due estremità paiono braccia che tentano di cingere il mare, l'azzurro è ancora ricamato da sfilacciate matassine bianche, passeggiata e conversazioni familiari..
Mia madre raccoglie sassi sulla spiaggia, si
china in continuazione - per coincidenza Sofia fa la stessa cosa quando capita in una spiaggia simile - , mio padre brontola che la borsa pesa, chiede se pensa di riempire una valigia.
Ci vede sempre meno, la mamma e allora se li porta vicini vicini per osservarli. Si ferma ad accarezzare un grande blocco di marmo bianco, ne segue le venature con le mani.
Fra i carruggi si intravede la Baia del Silenzio, qui l'abbraccio del mare è ancora più morbido, la sabbia invita a togliersi i sandali, eravamo già scalzi, le case
colorano la spiaggia, entrambi esclamano: si sta benissimo, mettiamoci al sole. Picnic sul muretto di pietra, ci sediamo sulla sabbia. La mamma ogni tanto cerca di leggere, poi fa una passeggiata con i piedi nell'acqua, il papà legge con la schiena appoggiata ad una casa, mi piace proprio con la canottiera di lana melange e le bretelle blu. "Quella, mi ha tagliato i capelli troppo corti, non posso neanche infilarci le mani dentro" . "Aspetta che ti faccio un primo piano... " "Tì e tò mama gavì sempre in mente le fotografie!!".. Ogni tanto
ridiamo per qualcosa. la mamma osserva i bimbi, ascolta le loro conversazioni e si diverte per le loro scoperte.
Siamo in tenuta estiva, ci crogioliamo al sole, riluttanti a dar retta all'orologio che imperterrito macina le ore..
In viaggio osservano il paesaggio dell'Appennino Ligure verso La Spezia. Commentano, chiaccherano, ricordano. Ma come faranno a vivere su quei paesini là sopra?.. Carmela, avranno dei mezzi. Pensa, una volta, non c'erano possibilità. Quando ho acquistato la Cinquecento eravamo solo in tredici in paese ad avere l'auto..
Ho sentito Bertilla, da Trecate, non sta molto bene. Ti ricordi delle sue sorelle, Elda Polona, Albina, Maria, Lucia.. Quando siamo andati in viaggio di nozze - nell'agosto 1958 - ci ha accompagnato suo marito, Tiberio Faldéo, alla stazione dei treni, con la Giardinetta. Poi è venuto a prenderci il nonno Bepi con il cavallo ed il carretto, era tutto orgoglioso..
Bertilla è la figlia della zia Nina - da parte paterna -, erano buone, avevano il forno in contrà dei Gnogni. La zia dava una specie di focaccia calda a tuo padre quando passava per andare a scuola. Bertilla andava a fare la "lissia" presso alcune famiglie, il bucato con la cenere, lo mettevano a bollire, lo sciacquava nel Rio..
Avevo un bel vestito blu, giacca e pantaloni, domanda a tua madre come mi stava bene. La stoffa l'aveva portata la nonna Pierina dall'Inghilterra. L'aveva cucito Armando, che faceva il sarto assieme a sua sorella Angelina, erano di sopra, nella casa dove c'è la bottega di Volpato.. C'era anche il fascio lì in angolo.
E poi ricordano persone emigrate, persone disperse in Russia durante la guerra o morte in Germania..
Guarda che meraviglia di castagni.. guarda quella cava, chissà cosa estraggono, che colore particolare, certo che rovina tutto il paesaggio, come mai lasciano fare.. Il mare laggiù, che spettacolo e quanto verde dappertutto.. Guarda il Vara che poca acqua che ha, si vede che non piove da parecchio.. Chissà le viti che secche che saranno nel nostro vigneto..
Mamma, guarda che i vasi di fiori non è che siano tanto tenuti bene, non è mai piovuto, mi sa che ne troverai parecchi con le "orecchie abbassate"...
Tua madre non ha mai sonno, non verrebbe mai a dormire.. tu le assomigli.. Io invece dormo come un sasso per ore e ore, quando lavoravo in autostrada ed iniziavo il turno alle due, riuscivo a fare anche un pisolino di dieci minuti prima di partire da casa..
Le mie sorelle non mi aspettavano alla sera per andare a dormire, così trovavo il letto freddo e fino a mattina non riuscivo a scaldarmi i piedi... Senti che caldi che sono adesso, con quel bel sole che abbiamo avuto, sono stata proprio bene..
Si continua fino a casa, passando dai parenti alle missioni, alla politica, alla crisi finanziaria mondiale - c'era meno gente in giro per Rapallo questa volta, hanno finito i soldi -, alle visite mediche in programma, a Sofia che non vedono da due settimane - loro unica nipote -, a Briciola - il cane - chissà quante feste ci farà quando arriviamo, al mio nuovo lavoro..
Io guido, ascolto, ogni tanto chiedo, rispondo e cerco di fissare nella memoria questi momenti preziosi accogliendo l'invito di Anna Fabbrini : "..Lascia un posto nel corridoio della tua anima per fare un altare al passato, ascolta i padri e le madri.."
