
Avrei voluto tempo per riflettere, godermi i pensieri e le emozioni che vivo, ma inutile recriminare… spazio non ce n’è stato in questi giorni.
Mi mancava il clima delle compagne e dei compagni di viaggio del laboratorio autobiografico, specialmente dopo aver ricevuto una magnifica poesia da una di loro e così mi è venuta voglia di una cioccolata “autobiografica”, subito organizzata assieme a Stefania, che aveva promosso ed organizzato il corso stesso. Tavolo rivestita da una magnifica tovaglia natalizia, piattini e tovaglioli rossi, candele accese, thermos di cioccolata fumante, stelle di pandoro, spicchi di panettone, cioccolatini lussuosi e un cerchio di poltroncine che hanno permesso di ricreare subito la sintonia goduta durante le passate lezioni. Ogni volta crea un senso di stupore, la ricchezza che emerge dalle singole persone, la corrente di accoglienza che avvolge come una coperta di nuvole… “Facciamo il gioco del cerchio e dello sgabello?” propone il nostro prof… E così, uno alla volta, ci si è seduti al centro del cerchio e si è ascoltato i propri compagni esprimere le qualità positive che vedono in te. Al di là dell’imbarazzo che ho provato nel sedere al centro ed essere coperta di gloria, è stata un’esperienza splendida nel suo insieme, le ore sono volate e la “mezz’ora di abbracci ed auguri” si è trasformata in una fantastica esperienza di due ore e mezza!
Marisa ha regalato ad ognuno un cartoncino addobbato con un sacchettino di lavanda, del suo giardino, da un lato recava, con lettere dorate, un augurio che sotto riporto, dall’altro ha composto un acrostico con il nome, a dir poco delizioso. Dania e Gianna ci hanno regalato il loro libro “Acqua di Luna”, un racconto per bambini, con una dedica e degli ex-libris, delicato. Antonio ci ha donato alcune pagine tratte da “L’uomo che cammina” di Christian Bobin, preziose… Come non rimanere coinvolti emotivamente, come non sentirsi arricchiti da questi gesti fatti con il cuore… Assolutamente meraviglioso! E trovo il termine riduttivo e banale rispetto a ciò che ha invaso e travolto l’anima ed il cuore…
“Ora è l’alta marea dell’anno
e quanto nella vita si è ritirato
torna irrompendo con gorgogliante allegria.
Ora il cuore è tanto colmo
che con una goccia trabocca,
siamo felici, ora,
perché così vuole Dio.”
J. R. Lowell
Buon Natale!
... ovvero la più grande e la più piccola, durante la serata di S.Lucia che ha portato doni a casa dei nonni.
Sono giorni di forte stress, azzerramento di momenti liberi, impegni e riunioni a raffica, persino saltato il saggio di danza natalizio di Sofia, situazione che mi ha non poco indisposto, ieri infatti l'umore era nerissimo...
Per rilassarmi, a serata inoltrata, vale a dire alle 23, scatola con i biglietti natalizi, lampada accesa, penne di vari colori (quella rosa mi ha piantato in asso al primo biglietto..uff) , "Composizioni" di Allevi dall'auricolare, tre libri di poesie aperti sul letto... e alla fine ne ho scritto uno soltanto e mi sono persa fino all'una di notte a leggere una raccolta di R.M. Rilke...
"La notte cresce come una città nera
ove per tacito decreto
vie con vie si congiungono
e piazze a piazze si accoppiano,
e presto avrà cento torri.
Ma le case della città nera -
tu non sai chi c'è insediato.
Nel fulgido silenzio dei giardini
schiere di sogni convengono al ballo -
e tu non sai chi suona per loro il violino..."
Sabato mattina la sorpresa della neve, mi sono concessa il lusso di uscire alle otto e rientrare alle 10, uno scatto dietro l'altro, in mezzo ai campi, splendido!
Farò un post della passeggiata... promesso... artiglio-artiglietto, come dice Princi. 
Ho ricevuto questi auguri natalizi da parte di una mia cara amica, li condivido perchè mi hanno commosso ed affascinato...
"Cara Eugenia, ieri ho letto questa frase di Maurice Bellet e oggi me la portavo ancora dietro: 'Che cosa ci resta? Costa resta quando non resta niente? Questo: di essere umani verso gli umani, che fra di noi dimori il "fra noi" che ci rende uomini'.
In questo anno, sento di aver coltivato un bellissimo "fra noi"... E' stato sicuramente il corso sull'autobiografia, la conoscenza mia e tua con altre persone, lo scambio di emozioni, il tuo blog, la gita a Venezia, un sacco di belle cose...
E' stato un anno ricchissimo di tante belle cose, tra cui anche la scrittura che ci ha avvicinato. Non posso che esserne grata ed entusiasta...
Sento il Natale come un "incipit" per altro e oltre...
Quel "fra noi" che ci rende uomini, a me piace pensare che ci rende donne e più "femminili", perchè sto ammirando un modo nuovo di "femminilità" che è anche la cifra di certi tuoi scritti o la sfumatura, l'inquadratura di alcune tue stupende foto..
Ti auguro uno splendido Incipit d'anno nuovo,
Susanna"
Lunedì sera, io e Sofia, abbiamo avuto l'onore di avere una lezione, solo per noi due, su Emily Dickinson, da parte della nostra amica Susanna.
E' stata una serata intensa e delicata, che ha alternato cenni biografici, a poesie, a lettere... incantevole e squisitamente femminile.
Eravamo su tre lati del tavolo della cucina, Susanna aveva con sè un quaderno con la copertina "acquerellata" da lei, alcuni libri, io avevo il quaderno per segnare qualche appunto, Sofia aveva sparso qualche pennarello e decine di matite colorate, ascoltava e disegnava...
Ieri sera Sofia mi diceva - mentre finalmente disponevamo qualche addobbo natalizio in giro per la casa - "Mamma, è stato proprio bello. Com'è brava Susanna!"
J520 (1862) / F656 (1863)
| I started Early - Took my Dog - And visited the Sea - The Mermaids in the Basement Came out to look at me - And Frigates - in the Upper Floor But no Man moved Me - till the Tide And made as He would eat me up - And He - He followed - close behind - Until We met the Solid Town - |
Mi avviai di Buon'ora - Presi il mio Cane - E feci visita al Mare - Le Sirene dello Scantinato Uscirono per guardarmi - E le Fregate - del Piano più Alto Ma Nessuno Mi smosse - finché la Marea E fece come se volesse divorarmi - E Lui - Lui seguiva - dappresso - Finché incontrammo la Solida Città - |
Salendo verso Tione, dal Lago di Garda, dapprima i meli, lungo la valle del Sarca, che conservano ancora foglie giallo-arancio, i vigneti invece hanno i tralci privi di indumenti, chissà che freddo patiscono..la pista ciclabile..qualche cascatella, la valle si restringe, rocce a strapiombo, gallerie, tornanti, un lago artificiale, le Terme di Comano, le nubi si diradano, sulle cime appare il cappuccio bianco sopra il mantello di pietra e pini...
Si sale ancora, oltre Madonna di Campiglio, la pista da fondo di Passo Campo Carlo Magno..
Fra il cielo di un azzurro incantevole ed il bianco ovunque, i riflessi risultano accecanti.. sono in difficoltà anche a scattare foto.. Una lieve coreografia di nuvole...
Sci ai piedi, dopo nove mesi di assenza, subito pista nera.. uff uff.. che fatica! :-) Princi a razzo nelle discese, ma sempre a brontolare nelle salite...

Oh.. piccole orme sulla neve.. chissà a chi appartengono: ad un folletto delle nevi in cerca di briciole di biscotti.. o a qualche animaletto in cerca di bacche.. o a un Babbo Natale in miniatura che fa le prove se la neve può reggere il peso della slitta nei percorsi "terrestri"?
La temperatura invitava a rimanere al sole, all'aperto, a fare scorrere lo sguardo in cerca di nuvole a forma di nastro, di animale, di cuore, oppure in cerca di pigne che parevano orecchini etnici, di tute colorate sparse qua e là, comunque poche persone, silenzio e luce. Per una che NON ama la montagna era di che elevarsi in alto...:-)
E ieri mattina invece la neve dal vivo, a Pinzolo, durante la passeggiata fra le casette natalizie nel parco, in pochi minuti fiocchi sempre più grossi e fitti, 
Princi si diverte ad alzare il viso al cielo per sentire il fresco dei fiocchi, cerca di catturarli con le mani... ha gli occhi che scintillano.. "Nevica!" 
Per fortuna ci ha pensato Messer Tempo a creare un'atmosfera di festa, perchè le nostre decorazioni natalizie sono ancora negli scatoloni, che mia madre ha portato giù dalla soffitta, che ho dovuto caricare nel bagagliaio dell'auto ancora una settimana fa e sono lì che si dilettano nei percorsi stradali.. Pensa, quando avrò tempo di toglierle dalle scatole saranno angeli, fili dorati, candele... viaggiatrici, magari anche un po' umide vista la nebbia di stamattina.. 
Buona settimana!
Un sabato pomeriggio veneziano: senza meta, senza orario, senza tempo, in zone sconosciute.. un autentico lusso! Flanerie, parola francese quasi intraducibile, che significa girovagare, bighellonare con un atteggiamento artistico, attento alle sfumature intorno a sé… (Parola suggerita da Susanna)
Che atmosfera nelle calli e nei campi al di fuori delle
rotte turistiche.. un camminare lento, osservazione a 360 gradi, scatti fotografici insoliti, ghetto ebraico con fedeli agghindati di nero, uomini con il cappello, penso : sarà per lo shabbat… il cielo si tinge velatamente di rosa, iniziano ad accendersi i primi lampioni. Sono insieme ad un’amica, battute, ironie, risate, armonia femminile ed ognuna a fare scatti secondo la propria sensibilità.. Le nostre conversazioni rimbalzano da un ponte all’altro, con libertà, come ci fossimo solo noi due.. Inizia a farsi buio, il
nostro percorso è quasi solitario: un sottoportego, una calle, un altro ponte ed ecco la laguna, dal “Campo dell’Abazia”.. Percorso a ritroso, il negozio di un artista giapponese che dipinge acquerelli, che prepara quaderni con i suoi disegni a matita, qualche ritratto; una libreria per bambini, testi suddivisi a seconda dell’argomento, la libraia è impegnata a scrivere ed ascoltare musica dietro una tenda, “se vi serve aiuto chiamatemi”, nel frattempo canta a squarciagola la canzone che ha in sottofondo J
Di nuovo nel quartiere ebraico, “Campo del Gheto Novo”, un gruppo di uomini, tutti vestiti di nero, riccioli scuri, pregano sotto un portico, con lo stesso stile degli ebrei presso il Muro del Pianto, improvvisamente escono alcune donne, con il capo avvolto in ampi fazzoletti, gli uomini si prendono per mano, compongono un cerchio ed iniziano a danzare e a cantare in ebraico, rimaniamo incantate a guardare ed ascoltare in un angolo del campo (piazza). E’ quanto mai affascinante, è l’imbrunire, lo shabbat è terminato, solo noi e loro, tutt’intorno il silenzio, per rispetto non abbiamo né scattato foto né ripreso la danza, ci siamo lasciate cullare e trasportare dalle emozioni derivanti da questo regalo inaspettato… Qualcuno viene verso di noi, approfitto per chiedere informazioni, è la festa per un matrimonio, la cerimonia è avvenuta al giovedì ed i festeggiamenti durano sette giorni, avevamo sentito parlare in varie lingue: ebraico, inglese, francese, tedesco, il signore ci dice che vengono da varie parti del mondo.
Decidiamo di completare l’opera: acquisto dolci nel
negozio appena aperto, dopo il tramonto, cena kosher, antipasti israeliani, pita, hommus,… dal tavolino lo sguardo si perde nelle luci ed i riflessi sull’acqua oltre la finestra, ospiti di lingue diverse conversano a bassa voce, si respira il “mondo”..
Più tardi, a casa, nella cucina solitaria, una candela sul tavolo, tè inglese e biscotti ebraici, epilogo e riepilogo dei momenti “lenti” del pomeriggio, un ripensare alle immagini, sensazioni, passi, silenzio, canti…

Ieri sera serata di attività culinarie: risotto con la zucca, arrosto con le mele (sperimentazione), dolce con la ricotta... E poi finestre aperte alle 23 perchè non sopporto l'odore dei cibi in giro per la casa :-)
"Mamma, posso andare da Jacopo a giocare?" "Ogni volta che ci vai finisci al pronto soccorso o con indumenti stracciati..."
"Ci siamo divertiti un sacco! Mi ha insegnato a fare i fori con il trapano, sul legno, per fare la casetta degli uccellini, poi con la carta vetrata ho lucidato i pezzi.. Bellissimo! Anche un giro in pattini.." "No, i pattini no!!" "Ma avevo messo le ginocchiere! E poi giocato a pallone,alla fine guardato un film divertentissimo!"
Non sta nella pelle la Princi, dopo ben due pomeriggi passati in compagnia del suo compagno di classe :-)
"Ma al Polo come vedono il sole?" "Oddio, quale Polo quello al nord o quello al sud?" "Facciamo quello al Sud" "Beh, lo vedono...ehm... obliquo." "Obliquo??" "Senti, ti avevo regalato un libro di astronomia e affini, meglio che te lo sfogli".
"Raccontami della signora cicciona, me lo avevi promesso!" "Ma è tardi, facciamo domani." "No, avevi fatto anche artiglio, artiglietto" "Vabbè, dunque, stavolta la signora cicciona si propone per High School Musical" "Dai mamma, secondo me, sarai ridicola e mi farai ridere!" :-(
Stamane il cielo è per noi che amiamo le composizioni di nuvole.
Una partitura di soffici note che creano "musiche" per gli occhi.
Patchwork di luce alternati a triangoli d’ombra sulle colline gialle, verdi, con bottoni di arancione.
E loro, le nuvole, modellano il contorno, fanno le prime donne in questo azzurro mattutino, ingaggiano una danza con il vento, che le abbraccia e le trascina in passi senza limiti..
Ho guidato piano, incantata, volgendo la testa a destra e a sinistra, volendo imprimere dentro me questa meraviglia e questa metamorfosi..
Vabbè entro in ufficio e chiudo nell’anima le immagini.

Quando qualcuno sembra lento,
è lento in una certa direzione,
e non lo è perché manca di vita,
ma perché sta facendo qualcos'altro.
E ciò che sta facendo
è ciò che ha bisogno di fare.
Può essere qualcosa
di cui non è conscio.
Ma noi siamo inconsapevoli
di molte realtà della nostra vita.
In quell'uomo c'è la stessa vita
che è in ogni cosa.
K. Gibran citato da Mary Haskell, "Journal"
New York, 21 aprile 1920
E non ci riesco, a comprendere alcune lentezze, alcune rinunce all'impegno, la mancanza di coraggio nel contrastare l'onda, il lasciarsi cadere senza opporre resistenza... Mi riempie di amarezza questa mia impossibilità e di grande tristezza.

Ieri notte mi sono "persa" nelle poesie di Else Lasker Schuler, in particolare questa, che dedico all'uomo delle parole, nonchè fotografo...
Solo te
Il cielo si porta nel cinto di nuvole
La luna ricurva.
Sotto la forma di falce
Io voglio riposarti in mano.
Sempre devo fare come vuole la tempesta,
Sono un mare senza riva.
Ma poiché tu cerchi le mie conchiglie,
Mi si illumina il cuore.
Stregato
Giace sul mio fondo.
Forse il mio cuore è il mondo,
Batte –
E cerca ancora te –
Come ti devo invocare?
Else Lasker-Schüler