venerdì, 28 marzo 2008

Non è di casa la noia...

... semmai è il contrario :-)

Pasqua con il sole, seppur con basse temperature, fra arte sacra e profana nel Biellese.

A passeggiare nel medioevo fra i mattoni e i ciottoli del Ricetto di Candelo, nella tranquillità e profumo d'incenso del Santuario di Graglia, con lo sguardo impreziosito da bucaneve, primule, violette, nel silenzio della chiesa romanica di S. Secondo a Bose-Magnano, nel camminare con il plenilunio e nel silenzio la notte di Pasqua ed ascoltare poi monaci e monache di Bose che cantavano in processione con le candele accese, nell'ammirare il complesso monumentale del Santuario di Oropa, con la neve nel parcheggio, nel respirare il profumo dei fiori e delle piante del Parco di Burcina...

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E' iniziato ieri sera il secondo corso di scrittura autobiografica, compito da eseguire sul tema "nel frattempo", vale a dire tra un corso e l'altro, e tanto ascolto dei riquadri delle altre persone.

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Oggi si è laureata mia nipote Irene, per noi Cuoricina perchè da piccola ha trascorso molto tempo con noi.. é stato emozionante e ho contribuito alla redazione del papiro con aneddoti di vita insieme :-)

Princi è rimasta impressionata da alcuni trasvestimenti dei laureandi....

Buon fine settimana!


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venerdì, 21 marzo 2008

Primavera, Pasqua, Poesia, Vittime della mafia...

Oggi, 21 marzo, tante ricorrenze in un sol giorno...

21 marzo 2008

Primo giorno di primavera, data simbolo per ricordare tutte le vittime delle mafie.

Dal sito di www.libera.it

"Eravamo più di 100mila, sabato 15 marzo a Bari, ad ascoltare e scandire i nomi delle vittime delle mafie durante la “Giornata della memoria e dell’impegno”. Sono oltre 700, quei nomi, ed è un elenco ancora incompleto, che stiamo cercando lentamente di ricostruire. Abbiamo letto quei nomi vivendo sulla nostra pelle il dolore, la rabbia, ma anche le speranze dei famigliari, presenti a centinaia, che guidavano il lungo corteo.

Quei nomi li leggeremo anche il 21 marzo, primo giorno di primavera, come facciamo da tredici anni. Il 21 marzo che resta, al di là di questo grande appuntamento di Bari, la data simbolo per ricordare tutte le vittime delle mafie. Li leggeremo in tante piazze d’Italia, in tutti i luoghi in cui Libera è presente sul territorio nazionale, con lo spirito che ci ha sempre animato, sottolineando i tre aspetti che fondano una memoria che vuole davvero farsi impegno. Il primo aspetto è la ricerca della verità... http://www.libera.it/news.aspx?s=10&id=512 "

   

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E' il primo giorno di Primavera e c'è questo desiderio di cambiare, di indossare vestiti colorati e leggeri, di liberarsi dalle nebbie, dal freddo - presente in questi giorni -, desiderio di nuovi pensieri che rallegrino le giornate, di luce che si protenda a lungo, fino a carpire spazi alla notte...

Primavera

(Cesare Pavese)

Sarà un volto chiaro.
S'apriranno le strade
sui colli di pini
e di pietra....
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come
donne divertite: le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.

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“Sono felice quanto più conduco / l’anima lontana dalla sua veste d’argilla / nel vento della notte quando la luna è chiara / e lo sguardo spazia in mondi di luce / Quando io non sono e nessuno è con me / terra né mare né cielo senza nubi / soltanto lo spirito libero e vagabondo / nella vasta infinita immensità.”

Emily Bronte

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E’ la  Giornata Internazionale della Poesia.

Proprio ieri sera leggendo alcune pagine di “Una filosofa innamorata” di Annarosa Buttarelli, riflettevo sulla poesia, stimolata da queste frasi di Maria Zambrano : “… La poesia, invece, assisa fin dalle origini sull’ineffabile, tesa a dire l’indicibile, non vede minacciata la propria esistenza. (…) Le cose sono nella poesia per assenza, che è il loro lato più autentico. (…) Con questo gioco di assenza e presenza, le cose ci appaiono immerse nel flusso del tempo; si mostrano a noi come sempre nascenti.. “ (da Filosofia e Poesia).

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“I nidi celesti
sono laghi
setacciati dal sole.
I fiumi ondeggiano ai miei piedi,
si aprono,
si allargano
ed entrano in bianche correnti,
onde che danno vita ai mari,
assetato sale,
fino al blu dell’oasi.
E l’ocra
e le palme approdano
e lo spazio si capovolge  
aprendosi
alla nera costellazione,
agli oscuri picchi
senza traccia
degli occhi desiderati”.


[Da C. Janés, Los secretos del bosque, Visor, Madrid 2002.]

 

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Ed è Pasqua: la rinascita. Auguri!

 

Paul Eluard  : Il volto della pace

Conosco tutti i luoghi dove abita la colomba
e il più naturale è la testa dell'uomo.
L'amore della giustizia e della libertà
ha prodotto un frutto meraviglioso.
Un frutto che non marcisce
perché ha il sapore della felicità.
Che la terra produca, che la terra fiorisca
che la carne e il sangue viventi
non siano mai sacrificati.
Che il volto umano conosca
l'utilità della bellezza
sotto l'ala della riflessione.
Pane per tutti, per tutti delle rose.
L'abbiamo giurato tutti.
Marciamo a passi da giganti.
E la strada non è poi tanto lunga.
Fuggiremo il riposo, fuggiremo il sonno,
coglieremo alla svelta l'alba e la primavera
e prepareremo i giorni e le stagioni
a seconda dei nostri sogni.
La bianca illuminazione
di credere tutto il bene possibile.
L'uomo in preda alla pace s'incorona di speranza.
L'uomo in preda alla pace ha sempre un sorriso
dopo tutte le battaglie, per chi glielo chiede.
Fertile fuoco dei grani delle mani e delle parole
un fuoco di gioia s'accende e ogni cuore si
riscalda.

La vittoria si appoggia sulla fraternità.
Crescere è senza limiti.
Ciascuno sarà vincitore.
La saggezza è appesa al soffitto
e il suo sguardo cade dalla fronte come una
lampada di cristallo

la luce scende lentamente sulla terra -
dalla fronte del più vecchio passa al sorriso
dei fanciulli liberati dal timore delle catene.
Pensare che per tanto tempo l'uomo ha fatto
paura all'uomo
e fa paura agli uccelli che porta nella sua testa.
Dopo aver levato il suo viso al sole
l'uomo ha bisogno di vivere
bisogno di far vivere e s'unisce d'amore
s'unisce all'avvenire.
La mia felicità è la nostra felicità
il mio sole è il nostro sole
noi ci dividiamo lo vita
lo spazio e il tempo sono di tutti... (continua)

 


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giovedì, 20 marzo 2008

Deserto o faro?

Ieri pensavo che andrei nel deserto, come sta facendo un amico, oppure prenderei dimora in un faro, su un’isola deserta, assieme a : libri, quaderni, matite, penne, giornali (quelli arretrati), macchina fotografica, Princi - solo se promette di stare alle regole, mie - e SILENZIO, ore e ore di silenzio, spazio per le mie cose, rumore dell’acqua, del vento e delle pagine.

Non è un pensiero dovuto a qualche tisana concentrata -oltretutto odio le infusioni di erbe - , ma è un desiderio che sta avanzando come una marea.

Mi accorgo di non apprezzare pienamente gli incontri, le conversazioni, le serate.. sono presente a tratti, l’attenzione è spesso risucchiata da pensieri che nulla hanno a che fare con ciò che sto facendo o ascoltando. E’ davvero un peccato non godere intensamente degli avvenimenti che intersecano la mia vita.

Talvolta il curare, dare attenzioni, donare, ricercare, finisce per lasciare a terra. Non ho mai sentito il bisogno così forte di isolarmi, come in questo momento. Nonostante la mia natura vulcanica, socievole, esuberante. Mi pare ci sia un’overdose di tutto, addirittura delle idee...

Desidero avere tempo unicamente per me.

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Ieri sera in auto intervista di Sofia.

"Mamma, dove ti piacerebbe andare? Cosa ti piacerebbe fare? Cosa vorresti essere? Cosa vorresti avere?" 

Cavoli, tutte queste domande, proprio stasera. Non è che questa mi legge nel pensiero??

"Vorrei essere in un isola deserta" "Maldive, Carabi, mamma?" "No, troppo affollate, deserta proprio, un fazzoletto d’isola" "Ah, chi ti porteresti?" "Tu" "Solo io?" "Sì, gli altri mi stresserebbero in un modo o in un altro"

"Mi piacerebbe aprire un’attività che non so se esista già: un po’ libreria, un po’ circolo femminile, un po’ luogo di scrittura, che avesse anche qualche influenza nel mondo del viaggio,no,non un’agenzia di viaggi, ma itinerari personalizzati a seconda della persona, del momento, dei desideri che si ritrova nell’anima.

Dove venisse qualcuna a dipingere, qualche altra a ricamare, qualcuna a leggere poesie, qualche altra a raccontare di un viaggio, una città, un quadro, un eremo, una fonte, un’isola.."

"Cosa vorrei? TEMPO, quello vorrei, tanto e tanto TEMPO per poter fare ciò che ho in arretrato e stare con le persone alle quali voglio bene."

"Non soldi mamma? Con i soldi potresti non andare a lavorare e avere tempo di fare quello che desideri.. "

E prima che partissero altre domande, abbiamo iniziato il giro veloce delle commissioni in città.

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Venerdì c’è stata la seconda conferenza sul linguaggio femminile: Lidia Maggi ha affascinato le persone presenti con il suo "ben parlare"; con passione ha condiviso la vitalità del suo essere e del suo vivere fra quotidianità e Scritture. Una donna bella in ogni dimensione.

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“Quindi l’amore si riversa
nel poema, dal bianco
silenzio, puro, ancora intatto
pur nella sua condizione temporale:
un guizzo senza fine
che allontana le nubi della morte
e svela l’armonia del bene accolto,
la verità e l’intramontabile bellezza
dell’intelligenza”.


Clara Janés, Hacia el alba - Vers l’aube, El perro asirio, Madrid 1992


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giovedì, 13 marzo 2008

Dal pruno selvatico a Galimberti...

Timeless di Rocco De Rosa, mentre sto guidando e mi ritorna il desiderio di fare la coreografa di danza, veder interpretare delle note che prediligo, evocare movimenti, onde, passi morbidi, archi di braccia, voli... Le viole e la mimosa sul tavolo, i narcisi sull'armadio, segni della primavera messi a monito dell'anima quando naufraga verso il basso, quando pare ci siano zavorre troppo pesanti ed estese..

Insorgono i suoni, le immagini da catturare attendono pazientemente la mia cura ed attenzione.. la mia ricerca fotografica pari sia ferma, ma lo sguardo registra fedelmente i mutamenti, le gemme che invadono la traiettoria del vetro..

Finchè il desiderio diventa irrefrenabile ed incurante dei tacchi alti e del fango qualche scatto ai cuscini azzurri nei campi a lato della strada c'è stato.. e poi anche del pruno selvatico che evocava armonia con l'acqua del fiume alle sue spalle...

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Oltre agli sguardi di primavera c'è anche l'ascolto di una conferenza di Umberto Galimberti, ieri sera, su "Giovani e valori", sempre affascinante, provocatorio, con le sue analisi, valutazioni e considerazioni che ti scuotono e ti "ribaltano" le prospettive...

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".... Nella loro vita trovarono la relazione con altre donne con cui mostrare al mondo il lascito che portavano dentro. Con esse trovarono il luogo dove stare e dal quale dire come donne, liberamente.
Attraverso la relazione con l' altra il loro desiderio di scrivere, ricercare o partecipare alla politica non restò nel privato, ma si mostrò nel mondo, diventando un atto di nascita sociale e umana. Noi siamo eredi della loro esperienza.
Sono relazioni necessarie, vitali, "creatrici di civiltà", come dice uno dei testi, nelle quali, perché la potenza femminile si sviluppi, non vi è spazio per la rivalità, né per la competizione, ma per il riconoscimento. Riconoscimento per la donna che ha un "di più" diverso dal proprio, con il quale apprendere e crescere.

Le relazioni tra donne, persino quelle che generano grandi frutti come queste che mostriamo qui, di grande forza creatrice, non sono state, né sono un nido di bambagia in cui nascondersi dal mondo, "un luogo in cui rifugiarsi", come si dice in un altro dei testi, né sono esenti dal conflitto: dato che stanno nel mondo, nella vita, sono complesse tanto quanto il mondo e la vita... "

http://www.url.it/donnestoria/testi/calendttaver/presentaz.htm


 

 


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giovedì, 06 marzo 2008

Aspettando la primavera...

Sono cosciente di avere considerevoli arretrati, ma per scrivere qualcosa di sensato bisogna, non solo avere la mezz’ora di tempo, ma la mente che segue fedelmente e creativamente i pensieri che si snodano, quelli lasciati lì in deposito per tempi migliori,  quelli che arrivano improvvisamente con un guizzo birichino…

 

La componente “femminile” di ricerca, lettura, scambio procede a passo di carica, al punto che talvolta mi sento quasi travolta da questo fiume in piena che faticosamente cerco di arginare… ma che sia per questo che ogni tanto mi vengono i capogiri??

 

La prima conferenza è stata apprezzata, una trentina di persone attente ed entusiaste, relatore fantastico, è da dire che si era svolta un’appassionante opera di “marketing”   nei giorni precedenti all’incontro   - della serie “se non vieni ti cancello dalla mia rubrica ;-) – A parte la battuta è stato bello poter condividere una simile esperienza. Confidiamo si ripeta nella prossima data, venerdì prossimo, sul linguaggio femminile di ieri e di oggi, a confronto fra quello religioso e quello laico. La successiva sarà sulla figura di Elisa Salerno, femminista vicentina del primo Novecento (per chi vuole approfondire http://www.presdonna.it/pagina.asp?gruppo=&cosa=182 ).

 

Questa sera io e Susanna saremo “in missione” a Verona. Nell’ambito di 8 marzo, Femminile plurale presso l’Auditorium Palazzo della Gran Guardia prima una Lettura di poesie a cura del Gruppo Poesie dal Mondo dell' Associazione Ishtar, poi una breve introduzione di Elisabetta Zamarchi ed alle  ore 21.00    “Farfalle color di zolfo”  Spettacolo liberamente ispirato a “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf.
A seguire “Il giorno, la notte, il giorno”  (per approfondimenti http://portale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=10939 )

 

 

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Princi prosegue con le sue avventure scolastiche comprese le innumerevoli mani alzate senza che la maestra Luisa si degni di individuarla – ho proposto di regalarle degli occhiali-vedi-Sofia  - , con gli scambi di giocattolini e bigliettini in classe  - già richiamata all’ordine dalla sottoscritta – con conseguente litigata fra chi le aveva dato un piccolo aeroplano in cambio di motoscafo e camioncino, ma poi lo pretendeva indietro e la minacciava in combutta con altri compagni maschi; fra la lettura, a letto, del suo libro “Calicanto” con spiegazioni e sperimentazioni di poesia, ai libri di Geronimo Stilton con attività investigativa – “Mamma, mi piacerebbe fare l’investigatrice, c’è tanto da studiare?” “Sì, minimo fino all’Università” “Scherzi?? L” -, alle attività scout con viso, capelli, maglia dipinti – neanche a quaranta gradi sono spariti i colori, per fortuna viso e capelli sono tornati normali…

 

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Sabato scorso esperienza sulla neve con “Ciaspolata” notturna, ovverosia con le racchette da neve, in Lessinia, dalle 20 all’una di notte, con partenza a San Giorgio per arrivare al Rifugio Gaibana, mt 1800, quindi un dislivello di 300 mt.  Una faticaccia incredibile, c’erano dei punti di pendenza adatti alla scalata più che alle racchette, ero alquanto timorosa, oltre che aver sudato in maniera esagerata – io che non sudo neanche  in spiaggia con quaranta gradi - , “Signora, non si preoccupi, sotto la racchetta ci sono dei ramponi che aderiscono alla neve” . . Uff, uff… per l’ultimo tratto ho dovuto chiedere aiuto e prendere la mano della guida. Princi è stata brava, era l’unica bimba. Quando è andata in crisi per la salita, una delle guide, le ha preso la mano ed ha iniziato a conversare, non si è neanche accorta della fatica.  Cena al rifugio e poi ritorno alla base. Il riflesso bianco nel buio, il silenzio amalgamato al cicaleccio delle ciaspole, visibilità fino al lago di Garda, un cielo incantevole, da manuale astronomico…

Il giorno dopo, con temperature primaverili, ho raschiato il fondo delle energie inerpicandomi sulle salite della pista da fondo, 8 km in tutto, effettivamente mi sono sentita coraggiosa ;-)

Per un breve tratto una coccinella si è invaghita dei miei sci, si è accomodata e – comoda lei – ha riposato mentre io mi affannavo lungo il percorso…

 

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Non dovrei, ma ho acquistato qualche altro libro: La terrazza proibita di Fatema Mernissi, La Lentezza di Milan Kundera – visto che avevo solo qualche fotocopia - , Una filosofa innamorata di Annarosa Buttarelli. So che il mio tempo di lettura è 2330 – 0030, ma era da tempo che erano nella lista d’attesa.

  • “… Dar forma a una durata è l’esigenza della bellezza,ma è anche quella della memoria. Ciò che è informe è inafferrabile, non memorizzabile… C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio… Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio… “  da La lentezza.

E’ da stanotte che continuo a riflettere su queste frasi… La mia velocità è un desiderio di cancellare ciò che avviene, ciò che condivido, vivo, penso, costruisco, è destinato a non depositarsi?...

 

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Qualche sera fa mi sono soffermata su “Venice in Winter” di Lisa St Aubin De Teran, un racconto incantevole che descrive la città lagunare al di fuori delle mete e dei tempi turistici con delicatezza e malinconia, mi ha affascinato per la sua bellezza. Susanna inoltre ha fatto una splendida traduzione, utilizzando parole che paiono piume da quanto sono curate… Mi riandava alla mente il pomeriggio di flanerie che avevamo condiviso fra canali e calli sconosciute.

 

Nel mio giardino ti ho piantato

Nel mio giardino ti ho piantato,

nel mio giardino nascosto, il mio cuore.

Intricati son divenuti i tuoi rami

e profonde in me le tue radici.

E dall'alba alla notte

Non tace, non si placa il giardino,

perchè ci sei tu, tu

con i mille uccelli del tuo canto.

Rachel Bluwstein

 


postato da: cercacoccole2 alle ore 16:35 | link | commenti (5)
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mercoledì, 05 marzo 2008

Sono presente...

... seppur dietro la tenda... Chiedo venia, periodo impegnativo sul lavoro. Aggiornerò quanto prima. Idee che frullano sempre in gran quantità, che spingono per avere visibilità...ma non ho posto per tutto, ahimè!

A presto...

 


postato da: cercacoccole2 alle ore 16:51 | link | commenti (1)
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