venerdì, 30 maggio 2008

Dagli acquari, agli aerei, le rose, i racconti..

Desiderio di cose leggere

Giuncheto lieve biondo

come un campo di spighe
presso il lago celeste

e le case di un'isola lontana
color di vela
pronte a salpare -

Desiderio di cose leggere
nel cuore che pesa
come pietra
dentro una barca -

Ma giungerà una sera
a queste rive
l'anima liberata:
senza piegare i giunchi
senza muovere l'acqua o l'aria
salperà - con le case
dell'isola lontana,
per un'alta scogliera
di stelle -

1° febbraio 1934
   

 

Antonia Pozzi

 

 

Questa poesia ben si inserisce nello stato d’animo di questi giorni. Qualche mattina fa, guidando per raggiungere l’ufficio sentivo l’insofferenza montarmi dentro come un fiume in piena, mi è venuto di pensare ad un terreno fertile, brulicante di vita, con una messe abbondante che non viene raccolta e se ne spreca il beneficio… Ma arriverà il momento di veleggiare verso la mia alta scogliera di stelle…

 

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 Settimana altalenante e con il suo carico intermittente di pioggia.

Sabato milanese con panorami esterni di grigio, di umidità, di tristezza, per fortuna la parentesi in Libreria delle Donne con il suo silenzio e la sua ricchezza in pagine femminili e la mostra Acquari Immaginari con opere di Vera Benelli, hanno creato luce e bellezza. In particolar modo la medusa con la sua leggerezza velata che racchiude monili, perle, luccichii, ippocampi, fili d'argento e le nuvole racchiuse da abbracci dorati, impreziosite da conchiglie, i pesci dorati che richiamano il Perù, la civiltà Inca, i racconti di Vera nell'illustrare le sue creazioni...

La domenica con la sua visita pomeridiana al Museo dell'aria nel castello di San Pelagio, assieme a due amici della Princi, ritaglio di lettura nel giardino di rose mentre loro esploravano le sale, osservavano i velivoli, ascoltavano di D'Annunzio, di Baracca, dei piccioni fotografi...

Settimana con l'ascolto di mio padre ed il suo commuoversi nel raccontarmi di Don Lorenzo Milani e di Don Primo Mazzolari, che lui seguiva attraverso gli scritti e la rivista Adesso, i ricordi che sgorgavano copiosi assieme a qualche lacrima.. Intenso.

E le confidenze del senior sulla sua permanenza in Libia ed il rimpatrio allo scoppio della guerra su di un incrociatore della marina assieme ad altri 360 bambini, il trasferimento a Gubbio, tutti in divisa, l'alzabandiera ogni mattina, le liti fuori della scuola a Milano perchè veniva dall'Africa, Mussolini a Piazzale Loreto, il dopoguerra, la prima automobile acquistata ed anche qui lacrime di commozione...

Nota triste triste la morte di Neve il gattino bianco con le lacrime di Sofia..

Confido in un fine settimana di sole per asciugare lacrime e commozioni varie!!

Mi scuso per il silenzio e le mancate visite.. abbiate pazienza..

Buon fine settimana.


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mercoledì, 28 maggio 2008

Diritti umani in Africa

Souhayr Belhassen premiata per i Diritti umani in Africa


La prima presidente donna della Federazione internazionale dei diritti dell’uomo sarà sabato a Orvieto per ricevere un premio internazionale. La giornalista tunisina è convinta che questi riconoscimenti siano un segnale di una nuova percezione della donna.  (per l'intero articolo www.combonifem.it)


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mercoledì, 21 maggio 2008

Nuvole, gatti e .. musei

Un sabato sera all’insegna dell’effervescenza museale notturna, era la nuit des musées, un’iniziativa che parte dalla Francia. Atmosfera vivace nella Pinacoteca di Palazzo Chiericati, gruppi eterogenei che migravano da una sala all’altra, da un quadro all’altro, da un soffitto ad una statua, un parlottare di sottofondo, qualche corsa di bimbi, guide che illustravano, raccontavano; al piano superiore intermezzi musicali con allievi del Conservatorio, brani di musica medioevale che si mescolavano al brusio dei visitatori, alla descrizione di un dipinto, dei suoi ricchi committenti, dei progetti palladiani..

L’atmosfera cambia al museo di S. Corona. Al pianoterra sale silenziose con i reperti romani, con il corredo funerario di tombe longobarde; un po’ più animate le sale al primo piano nel museo naturalistico con la presenza di un gruppo speleologico che ha fatto fare un’arrampicata alla Princi, addobbata con caschetto, imbragature, corde...

Camminando nella città, verso mezzanotte, sotto l’ombrello, io e la Princi, chiacchiere e commenti su  quanto visto ed ascoltato.. affascinante, specialmente per la versione notturna!

 

             *               *                    *             *

 

Domenica mattina con sorpresa, fuori della porta dei doni pelosini: Nerina ha portato i suoi micini, nati penso qualche settimana fa: uno bianco, Neve, ed uno a righine nere su fondo grigio, Tigrino. Princi non stava nella pelle, nonostante la pioggia che scrosciava incessantemente, nonostante il freddo e la camicia da notte leggera, continuava ad accarezzarli, guardarli, chiamarli.. In collaborazione con i vicini è stata predisposta una cesta dove si sono accomodati madre e figli... Che tenerezza!

 

 

               *       *      * ****                   *          * * * ** **

 

“Mamma, è stato bellissimo! Siamo stati fuori io e Jacky” “Ma se pioveva.. “ “Appunto, abbiamo fatto una corsa sotto la pioggia, fantastico! Lungo tutto il cortile, fino in fondo dove ci sono gli aerei, con le scarpe che facevano cic-ciac!” “Ma che scarpe avevi?” “Le tue, mamma, da ginnastica J  “Arghhhhh!!”  “Ma dai, mamma, si asciugano dopo.. E’ stato proprio bello. Poi abbiamo dato da mangiare alle oche piccole.. E poi fatto dei percorsi segreti nella casa..”

Inutile dire che con un’ora in compagnia del suo amico l’umore era alle stelle.. J

 

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Acc .. Più in ritardo del solito oggi pomeriggio.. Ma le composizioni “nuvolesche” dovevano essere immortalate. Ho preso lo sterrato per evitare di avere diagonali di fili nella visuale, piantato l’auto in mezzo alla stradina, scesa giù per il viottolo per fotografare meglio le nuvole, il grano ancora adolescente, i papaveri tramortiti dalla pioggia invernale di questi giorni.

A dir la verità ho inzaccherato ben bene l'auto vista la decorazione di pozzanghere..

Ci sarebbe stato anche l’orzo un po’ più in là, il vento e la pioggia lo hanno amato con troppa passione e ne è uscito malconcio, alquanto strapazzato… Paiono creativi coni verdi tirati con il gel.

Meno male oggi ho visto ampie ed irregolari finestre d’azzurro, incorniciate da nuvole che aggrottavano le sopracciglie . A dir la verità mi preoccupavano le coreografie a nord, quasi un film in bianco e nero, con molte scene in varie tonalità di grigio.. Plotoni arruffati si dirigevano verso sud, quasi avessero deciso di indire una manifestazione straordinaria..

 

 


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venerdì, 16 maggio 2008

Post a quattro mani.. e a quattro occhi! :-)

Per questo post io ho scelto la poesia di Neruda e Sebastiano ha scelto due fra le sue splendide foto...

Io consiglio l'ascolto del brano "Primavera" di Einaudi (Divenire), Sebastiano indica "Infinito" degli Aphrodite's Childs cantata da Irene Papas.

Qui io ti amo.

Tra pini scuri si srotola il vento.

Brilla fosforescente la luna su acque erranti.

Passano giorni uguali, inseguendosi l'un l'altro.

Si dirada la nebbia in figure danzanti.

Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.

A volte una vela. Alta, alte stelle.

O la croce nera di una nave.

Solo.

A volte mi alzo all'alba e persino la mia anima è umida.

Suona, risuona il mare lontano.

Questo è un porto.

Qui io ti amo.

Qui io ti amo e invano l'orizzonte ti occulta.

Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde.

A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi,

che corrono sul mare dove non arriveranno.

Mi vedo già dimenticato come queste vecchie ancore.

Sono più tristi le banchine quando ormeggia la sera.

Si stanca la mia vita inutilmente affamata.

Amo quel che non ho. Tu sei così distante.

La mia noia lotta con lenti crepuscoli.

Ma poi giunge la notte e inizia a cantarmi.

La luna proietta la sua pellicola di sogno.

Mi guardano con i tuoi occhi le stelle più grandi.

E poichè io ti amo, i pini nel vento

vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie metalliche.

 

 

 

P. Neruda

 

 


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Il silenzio sull'arresto delle donne in Nepal

da www.combonifem.it

L’arresto di 500 donne in Nepal, in Italia vale dieci righe
L’11 maggio la polizia di Kathmandu ha arrestato 500 donne che manifestavano contro la repressione cinese in Tibet. La notizia sui giornali e le agenzie di stampa italiani ha avuto poco spazio e nessun approfondimento. Su queste manifestanti portate ai centri di detenzione nepalesi, è subito calato il silenzio.

Jessica Cugini

15.05.2008:

Quattro giorni fa a Kathmandu la polizia nepalese ha arrestato 500 (per l’agenzia Reuters 562, per Rai net news 600) donne tibetane che manifestavano contro la repressione cinese. A questa assurda repressione della prima manifestazione anti-cinese di sole donne, i giornali e le agenzie di stampa italiani hanno dedicato quella che in gergo giornalistico si definisce “una breve”. Non più di 10 righe. Questo la dice lunga non solo sull’informazione che arriva da Paesi non liberi, ma anche sull’attenzione che i mass media riservano alle notizie considerate distanti da noi.

Uno dei primi insegnamenti che riceve l’aspirante giornalista durante i corsi di giornalismo fa riferimento proprio alla “vicinanza” della notizia: quel che si insegna è che più una notizia è vicina geograficamente più merita spazio, perché si dà per scontato che il lettore la “senta” di più. Se così fosse veramente chi dedica spazio e voce alle news che arrivano da altri continenti dovrebbe far altro. Certo è che la maggior parte dei media oggi si comporta così.

Non deve stupire dunque se quel che è arrivato in Italia delle donne nepalesi, è che queste 500 (562? 600?) manifestanti sono state trascinate con la forza sui cellulari della polizia mentre gridavano “Vogliamo liberare il Tibet” e che per fermare queste “pericolose rivoluzionarie” sono intervenuti agenti in assetto anti-sommossa. La polizia – raccontano le poche righe – ha assicurato che “libererà le donne più tardi”, nessuno ha raccontato altro. Quel che si sa è che il primo gruppo è stato fermato subito dopo essersi incontrato in una delle vie principali di Kathmandu, il secondo mentre ancora preparava gli striscioni. Quel che rimane è la domanda di una delle arrestate, una donna di 70 anni: “Non stiamo protestando contro il governo nepalese e non abbiamo fatto nulla di violento. Perché ci fermano?”. Lo vorremmo sapere anche noi.


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mercoledì, 14 maggio 2008

Puntata relativa alla Princi

Ieri,tardo pomeriggio, trasferta della Princi a casa di Jacky, amico del cuore e compagno di classe.

Mia telefonata serale alla mamma di J.

"Ciao, tutto bene?" "Sì, nessun danno finora. Prima mi è preso un colpo, sono uscita un attimo a controllare e mi è parso di vedere un film americano, c'era la Princi con i capelli lunghi al vento, ridere felice abbracciata a J., mentre correvano con la moto da cross.. Ho urlato che scendessero subito, temendo tue ire.." ARGHHHHHH!!

La Princi ieri sera faticava a prender sonno, aveva da raccontarmi che lei di giri ne aveva fatti ben DUE! E nel secondo lui aveva fatto anche la ruota alta.. (SIGH) Che doveva aiutarlo a costruire una palafitta di legno, che l'ha fatta giocare con la play station. Aveva gli occhi che le brillavano... "E se ti facevi male???" "Ma non mi sono fatta male e neanche nessun strappo nè escoriazioni!"

***********

"Non ne posso più, ogni giorno la stessa cosa!" "Calmati, cosa è successo?" Sofia si precipita in auto e comincia la sequenza delle lamentele...

"A merenda metto il the sulla finestra mentre gioco e quando torno non c'è più, qualcuno me lo prende e se lo beve!! Non è giusto e io ho una sete da morire." "Allora bevi quando rientri in classe." "Non si può, le maestre non vogliono" "Allora tienilo in mano.." "Ma devo giocare!!" e allora cosa posso farci...

"E poi sono stufa di avere questo cognome (inizia con la lettera V), non tocca mai a me! Sempre quelli che hanno le iniziali prima.. Anche oggi per fare i gruppi di lavoro, io sono rimasta fuori!" "Vedi, se la legislazione italiana non fosse così restrittiva nei confronti delle donne, tu avresti anche il mio di cognome, ma allora non è stato possibile, ci volevano parecchi soldini per una cosa che la Costituzione non vieta, ma che nella prassi non viene consentita.."

Arriva suo padre a casa e lei lo informa : "Non mi sta bene questo cognome, bisogna andare a farmi mettere quello della mamma, così sono più in alto nell'alfabeto."

 


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Nuvole..

 

 

Assorta, cammino lungo Corso Palladio, un invisibile invito mi porta a sbirciare nel vicolo alla mia destra, un’opaca vetrina espone un libro che cattura immediatamente la mia attenzione: “Nuvole”,  fotografie di Fulvio Roiter, poesie di Paolo Ruffilli.

E’ a metà prezzo, posso soddisfare il lusso di farlo proprio..

Ho l’urgenza di sfogliarlo, fare la conoscenza di queste sublimi immagini scattate nei luoghi più disparati della Terra.  Mi richiama ciò che pensavo in merito ad un mio libro sulle nuvole: da un lato fotografie con le mie predilette come soggetto, dall’altro un testo scritto che si ispiri a loro.. A dir la verità io pensavo ad un testo che riproducesse la mia calligrafia, come passaggi intimi affidati alla penna ed al foglio del momento e non trasferiti altrove. Un libro che comprendesse anche riproduzione di oggetti che le esaltano: dai segnalibri di Sofia e Susanna, al cuscino rosso con le nuvole ricamate..

Cosa ami dunque straordinario straniero? Amo le nubi, le nubi che passano.. laggiù, laggiù le meravigliose nubi. “ di  Baudelaire  , è la prima presenza poetica del libro, segue un testo di F. Pessoa, nel quale amalgama, associa, si ispira ad esse per fare valutazioni e riflessioni sulla propria vita. Ne riporto una parte:

 

“Nuvole.. Oggi sono consapevole del cielo, poiché ci sono giorni in cui non lo guardo, ma solo lo sento, vivendo nella città senza vivere nella natura in cui la città è inclusa.

Nuvole.. Sono loro oggi la principale realtà e mi preoccupano come se il velarsi del cielo fosse uno dei grandi pericoli del mio destino.

Nuvole.. Corrono dall’imboccatura del fiume verso il Castello; da Occidente verso Oriente, in un tumultuare sparso e scarno, a volte bianche se ne vanno stracciate all’avanguardia di chissà che cosa; altre volte mezze nere, se lente, tardano ad essere spazzate via dal vento sibilante; infine nere di un bianco sporco se, quasi volessero restare, oscurano più col movimento che con l’ombra i falsi punti di fuga che le vie aprono fra le linee chiuse dei caseggiati.

Nuvole.. Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l’intervallo tra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente, più il niente di me stesso.

Nuvole.. Continuano a passare, alcune così enormi... (..)

Nuvole.. Sono come me, un passaggio figurato tra cielo e terra, in balia di un impulso invisibile, temporalesche e silenziose, che rallegrano per la bianchezza o rattristano per l’oscurità. (..) “

Da “Il libro dell’Inquietudine” Fernando Pessoa.

E ieri notte mentre sfogliavo, ammiravo, leggevo, pensavo ai diademi che esse compongono, alle figure che inneggiano alla creatività, all'invito che esse manifestano per "coglierle" e lasciarsi trasportare in un'arricchimento e trasformazione senza inizio nè fine..

 

 

 

 


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venerdì, 09 maggio 2008

Dai papaveri al cavallo...

Oh questi incontri con nuvole di velluto rosso,  che, ossequiose ed eleganti, si inchinano ad ogni soffio di vento con il loro esile stelo.. esprimono la voglia d’estate.. Sono a creare scompiglio nei rigorosi ed ordinati plotoni dei piccolini del granoturco o nel rigoglioso disordine verde dell’orzo e del grano, oppure creano distrazione ai lati della carreggiata..  Un rosso voluttuoso, una passione risvegliata dalla tanto attesa carezza di questo calore. E’ innegabile come un’attenzione ravvivi ogni essere di luce ed energia..  

 

Ma i fine settimana lunghi dove sono finiti?  ;-) Sono stati una boccata d’ossigeno per la mente e per l’anima.. Dai percorsi vicino all’Adriatico, nelle Marche, amalgamando arte, paesaggio ed amicizia, - 25 aprile - , alle sponde del Tirreno,  nella Costa degli Etruschi, - 1° maggio - a farsi stordire dall’intensità dei ciclamini, alle pedalate nella pineta, ai giochi  con la palla  (dove io sono quasi sempre perdente) , alla simbiosi con il sole – niente infrastrutture alluvionate stavolta -,  al cancellare pensieri, teoremi, architetture numeriche accogliendo la voce  mutevole delle onde, le chiacchere della Princi, note musicali, trapezi di luce, filigrane di poesia..

 

Ieri una grande sorpresa per Sofia : una lezione a cavallo!

Per lei che ama gli animali, che è affascinata dai cavalli, l’arrivare al maneggio senza alcun cenno di preavviso e scoprire dalla mia conversazione che la lezione sarebbe iniziata a momenti  suppongo sia stata una grande gioia: mi è bastato cogliere la luce che ha invaso il volto all’annuncio.. J

 

 

Mi sono rincuorata, visto che le mie aspettative avevano avuto un brusco ribasso quando alla domanda della catechista di esprimere tre professioni per il proprio futuro la Princi aveva risposto: danzatrice, rock star e attrice!!!!  Ottimo risultato per una famiglia che non lascia spazio alla televisione con i suoi ameni programmi  ;-)

 

“Eh sì, guarda che ho scelto di imparare a suonare la chitarra invece che del flauto traverso – per la scuola secondaria ad indirizzo musicale – solo perché le rock star suonano la chitarra!”   No comment..

 

Stasera ci sarà la conferenza su Elisa Salerno e il suo femminismo. Speriamo ci sia chi accoglie il nostro invito all’ascolto e alla conoscenza..

 

Buon fine settimana!

 

 

Forse chiesi troppo -
Prendo - niente meno che cieli -
Perché le Terre, crescono fitte come
Bacche, nella mia città natale -

 

 

Il mio Cesto contiene - solo - Firmamenti -
Che - dondolano lievi - sul mio braccio,
Ma involti più piccoli - Premono.

Emily Dickinson


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