giovedì, 31 luglio 2008

.. e se ci salutassimo prima delle vacanze...

... magari con una Princi che scruta l'orizzonte in cerca di avventure da sperimentare con la sua amica Camilla, fra scogli, granchi, conchiglie, giochi, esperienze scout...

... con una settimana che ha fatto accumulare stress, ma ha anche regalato momenti di intensità nelle conversazioni: con Patrizia che non vedevo da tempo - mentre Valentina si industriava su High school musical, Ratatuille, con Sofia -, con il club autobiografico ristretto in versione cena sotto le stelle chez Stefania - cibi squisiti, ospitalità raffinata e risate insieme - , con le sfilate di moda della Princi con le magliette di Paoletta e Francesca...

... con la voglia di immergersi nelle acque trasparenti - stavolta sarà in Sardegna -, di leggere - già preparato borsone con libri e giornali -, magari di scrivere, di fotografare, di liberare la mente verso orizzonti non più angusti, ricaricare le pile - so che qualcuno strabuzzerà gli occhi perchè pare le abbia sempre caricatissime -...

Ad ognuno il meglio per la propria anima, per il proprio cuore, per le pagine personali da scrivere o disegnare, possibilmente a colori, come l'estate!

Voler bene a una persona
è un lungo viaggio –

rupi, cadute d’acqua e bui
improvvisi, dilatati
il chiuso di foreste,
lampi a volte
sul silenzio così vasto del mare

e strade sopraelevate, grida

viali immersi all’improvviso
in una luce sconosciuta.

Voler bene a uno, a mille, a tutti
è come tener la mappa nel vento.
Non ci si riesce ma il cuore
me l’hanno messo al centro del petto
per questo alto, meraviglioso fallimento.

Sugli altipiani di ogni notte
eccomi con le ripetizioni e le mani
rovesciate
della poesia:
non farli stare male, sono tuoi,
non farli andare via.

Davide Rondoni/ Vita, battito che
scandisce il ritmo

Crocetti Editore 2004


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Per le mie amiche donne con l'augurio di una buona estate!

Desiderio

Cerco un uomo che adori le stagioni,
che non tema l’inverno, e neppure
il primo vero. Che sappia vedermi,
come oggi, in questa luce che non so
afferrare, che mi tiene in una palla
di vetro, bagna d’ambra e scompiglia
i riflessi dei capelli sulle ciglia.

Ho trovato qualcuno che si sveglia
a mezzanotte per scalare una montagna,
senza freddo e senza esitazioni.
Oggi sa di che colore ho la pelle
anche se non è con me. Sa il giallo
del larice e il rosso dell’acero.
La ruggine del faggio e il verde cupo
degli abeti. Sa la vita e le sue vere
esigenze: quale pasta mi piace
mangiare la sera e mi dà forza,
e come sfilo la camicia la notte
per far finta di andare a dormire.




Paola Loreto
La memoria del corpo


Crocetti Editore 2007



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venerdì, 25 luglio 2008

Abruzzo, Tremiti, picnic, bici...

 Non sono scomparsa, solo stata assorbita da problemi di ordine e grado differenti, alcuni risolvibili, altri che si trascineranno nel tempo..

Tra l'altro ci saranno cambiamenti professionali..

Nel frattempo ho sperimentato una vacanza itinerante in Abruzzo (un estratto fotografico è visibile su Flickr), fra le Gole del Salinello, eremi ed abbazie nel Parco della Maiella, tappa affascinante al centro ambientale Il Faggio a Pretoro con avvistamento dei lupi, onde che parlottavano da mane a sera sulla costa a Torino di Sangro Marina, una visione delle Tremiti e così fra il profilo di una montagna e quello degli scogli i pensieri si sono dilettati a rincorrersi, attorcigliarsi, sciogliersi, come matasse a volte trasformate in ordinati gomitoli - sempre a fili multicolori - altre volte in disordinate ed annodate gugliate...

C'è stato un picnic notturno al lago di Fimon con tanto di candela a mo' di lampada, danze di lucciole, ninfee sull'acqua, tavolo di legno immerso nella natura e nel silenzio con la sagoma scura del lago, battute e risate che risuonavano allegre..

E questa settimana che la Princi è al campo scout, le notti sono silenziose, se non per le animatissime conversazioni dei grilli oltre la tenda..

Nota divertente della settimana:

ieri finalmente riesco a stabilire un contatto con un cliente algerino che ha pagato una fattura, ma in chissà quali labirinti bancari sono finiti i soldini; in francese non riesco a spiegarmi, mi manca il vocabolario, però riesco a comprenderlo, così stabiliamo una regola: lui parlerà in francese, io in inglese. Pare facile, ma ne è uscito un pot pourri incredibile e a dir poco esilarante, bisognerebbe aver registrato.. Ad un certo punto siamo scoppiati a ridere entrambi! Se senti parlare in una lingua ti viene spontaneo rispondere con quella, ma poi ti interrompi perchè sei in difficoltà e riprendi nell'altra.. aiuto!!! :-) E' stata un'altalena verbale..

Stamattina, frutto di un concentrato di tensioni, mi sono svegliata alle cinque e mezza, dopo un'oretta di tentativi di dimenticare il giorno, mi sono accorta di una gran luce che proveniva dalla cucina: ohibò, stavolta il malanno l'ho combinato io: ho scordato la finestra - che da sulla strada - completamente spalancata, la luce della lampada piccola accesa e il pc portatile in carica... meno male che non è successo come a Susanna che per un tostapane si è bruciata mezza casa e meno male che sono passate tutte persone oneste sulla provinciale stanotte!! Vorrà dire che sono umana anch'io e posso essere fra le nuvole.. (visto che sono anche le mie preferite)..

Alle sette meno un quarto ho preso la bici e sono andata a pedalare sull'argine: che incanto di verde, di luce, di pace, ho anche avvistato due eleganti garzette che passeggiavano sull'acqua, il rumore della civiltà giungeva ovattato.. tappa in panetteria per brioche e pane e rientro sempre per l'argine... Alle nove sarei andata a sdraiarmi al sole, ma il richiamo al dovere ha prevalso..

Buon fine settimana!

Jorge Carrera Andrade


Edizione della sera

La sera lancia la sua prima edizione di rondini
annunciando la nuova politica del tempo,
la penuria di spighe della luce,
le navi che affiorano nel cantiere del cielo,
il magazzino d’ombre del ponente,
le rivolte e i disordini del vento,
il cambio di domicilio degli uccelli,
l’orario d’apertura delle stelle del mattino.
La morte improvvisa delle cose
annegate nella marea della notte,
le grida d’aiuto flebili degli astri
dalla loro prigione di distanza e d’infinito,
la marcia incessante degli eserciti del sogno
contro l’insurrezione dei fantasmi
e, a filo delle baionette della luce, il nuovo ordine
istituito nel mondo dall’alba.


Jorge Carrera Andrade
Un forestiero smarrito nel pianeta
a cura di Chiara De Luca
Crocetti Editore 2008

 


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giovedì, 24 luglio 2008

A proposito di donne..

da www.combonifem.it

Correre non per le Olimpiadi, ma per la propria vita
L’atleta afghana, unica donna del suo Paese a partecipare ai giochi di Pechino, è scomparsa dal centro di preparazione italiano per chiedere asilo politico. Mahbooba Ahadgar e la sua famiglia venivano minacciati continuamente, da chi non vedeva di buon occhio la partecipazione della giovane alle Olimpiadi.

 

22.07.2008:

Era arrivata oramai a due passi da un sogno: correre alle Olimpiadi. Avevamo raccontato la storia di Mahbooba Ahadgar, qualche mese fa. La vicenda della ragazzina afghana, unica atleta donna a partecipare ai giochi olimpici, era diventata infatti il simbolo della libertà di un paese che riesce a mandare una rappresentante femminile a Pechino. Ma un sogno non si può realizzare se si continua a vivere sotto scorta e a sapere che i propri genitori vengono vessati continuamente da chi li minaccia di sbatterli in galera. E così la giovane sportiva ha ceduto le armi ed è sparita nel nulla dal centro di preparazione italiano di Formia.

Si mormora che la causa della sparizione sia stata una fuga per chiedere asilo politico. Perché correre in tuta e in velo non è bastato a placare i conservatori islamici del suo Paese. Il rischio era continuo, per Mahbooba e per il resto della famiglia. Dopo che i giornali e le televisioni avevano parlato di lei, mostrandola addirittura mentre correva nella periferia di Kabul, le minacce erano aumentate. Altro che simbolo di speranza e libertà del nuovo Afghanistan, questa piccola donna era troppo esposta per i gusti di chi vorrebbe le donne quasi invisibili.

E forse è proprio questo il motivo della sparizione, avvenuta poche settimane fa, di Mahbooba Ahadgar. All’inizio si è temuto che dietro la sua scomparsa ci fosse un rapimento degli estremisti islamici, perché l’atleta afghana, anche in Italia, si era detta «orgogliosa di partecipare alle Olimpiadi». Si sentiva «un modello» per il suo Paese «essendo una donna in una nazione musulmana». Ma poi si è scoperto che il passaporto della ragazza, custodito nella stanza del preparatore atletico, era sparito così come i bagagli. Ecco perché diventa più plausibile la pista della fuga, probabilmente per chiedere asilo politico in qualche Paese dell’Europa. Mahbooba ha iniziato a correre per un’altra meta, non più olimpica, ma vitale. Nel vero senso della parola.


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venerdì, 04 luglio 2008

Tempo sospeso...

.. mi pare di galleggiare.. troppi problemi, preoccupazioni, tutto si concentra in ore, giorni, settimane.. e manca il respiro, il corpo avvisa che non regge, l'ammutinamento di stamattina è la spia rossa che è il caso di fermarsi, sparire e, se possibile, non pensare a niente... illusione.. ma un tentativo da domani lo metterò in atto.. ho una settimana di vacanza itinerante.. A presto...

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