Pare che qualcuno si sia dilettato a comporre delle treccine con i rami e poi le abbia sciolte, oppure che sia passato un aquilone gigante ed abbia scomposto la loro immobilità...
, con l'acqua alta che impedisce ogni via di fuga - dal campo del Gheto novo - e ti irritano i palazzi, l'umidità.. Vorresti essere Mosè per aprirti un varco verso un ponte, ma la marea si ritira con i suoi tempi lenti, nonostante l'impazienza delle scarpe da ginnastica azzurre... Dedalo di calli defilate, odore di fritto, di salsedine, la vetrina con le maschere di cioccolata in miniatura, le chiese, le barche colorate annebbiate dalle gocce di pioggia, i panni stesi sopra i canali - ma cosa vuoi che si asciughi con tutta quell'umidità e poi sai che puzza "de freschìn" -, una sbirciata nel Canal Grande con i ricami della Ca' d'Oro, con le gondole in smoking, con i vaporetti che arrancano con il loro carico vociante, con le passerelle dove non servono - perchè tanto in certi punti l'acqua non sale -, con i piedi umidi, con le vetrine di maschere luccicanti, nuovamente in cerca di oblio,
in quei labirinti di case, muri, ponti, canali, cortili, che nascondono sorprese, riflessi, chiacchere, donne che spazzano via l'acqua dalla cucina... peccato per questa patina grigia che intristisce e trasmette un senso di abbandono... Meno male che lo spirito ha altre fonti di sollievo! 
Cecília Meireles
È necessario non dimenticare nulla;
né il rubinetto aperto né il fuoco acceso,
né il sorriso per gli infelici
né la preghiera di ogni istante.
È necessario non dimenticare di vedere la nuova farfalla
né il cielo di sempre...
