22 settembre
E' sera, fa ancora caldo - bella quest'estate che allunga le sue spire fino ad insidiare l'autunno -, si riprende con il laboratorio autobiografico.
S. arriva con i suoi riccioli scomposti, affannata, trasognata - sono andata a provare il mio abito da sposa, mi pare di avere bolle nel cervello -; S. ha uno sguardo che brilla di mistero, ha un quaderno francese con acquerelli di Bretagna, un oggetto che riscuote la mia invidia; G. ha lo sguardo colmo di tristezza e l'aria dignitosa, lei è la più grande fra di noi e va a vivere da sola, ha perduto il suo compagno di una vita; T. ha gli occhi che luccicano, ha superato una prova difficile e si sente rinata, guarda alla vita con occhi nuovi; S. ha perduto un affetto familiare, è in perenne movimento fisico, emotivo, di pensiero; D. e G. parlottano sorridenti, lavorano insieme; manca qualcuno.. il nostro professore ci osserva, ci ascolta, attende con pacatezza che questo esuberante mondo femminile si metta in ascolto ed in scrittura.. : "... Io vengo da.. "
Io vengo da un mondo chiuso ed anelo ad uno spazio libero.
Io vengo da anni di superficialità e cerco di optare per un ispessimento dell'anima.
Io vengo da mesi di vedovanza autobiografica e sono qui con il desiderio di far profumare d'inchiostro le pagine rigate.
Io vengo da una giornata di tristezz, una coltre spessa ha turbato il cuore: ricordi, amarezze, rammarico, anche rancore; sono qui per capire i passi del domani.
Io vengo da un'esperienza di ascolto del pensiero - il festival di filosofia - pensiero antico, pensiero moderno, che mi porta a riflettere, è un rimandare ad altro ed altro ancora.
io vengo da un tragitto nel quale ho ascoltato brani musicali coinvolgenti, che evocavano la vacanza greca
, il profilo del Monte Athos sfumato dalle nubi, un senso di malinconia.
Io vengo da un intreccio di passi veloci: preparare, uscire, andare, ritornare, preparare, salire e scendere le scale, sono qui per fermare i passi e per far discendere dalla carrozza affannata le dame delle parole ed i ventagli luccicanti delle emozioni.
Io vengo da riflessioni che assomigliano a marosi inquieti, imbrigliati in reti a maglie a volte troppo strette, sono qui per trovare, nel silenzio, i lembi sinuosi che fanno defluire l'irrequietezza.
Io vengo da un abbraccio profumato di gelato alla crema, della Principessa, lei è presente ed attende i miei racconti.
Io vengo da un patchwork di esperienze, vado verso un alfabeto che cerca di costruire la memoria e tracciare una grammatica del futuro.
Io vengo da una diaspora di ricordi, con fatica estraggo sfilacci appiccicosi e compongo un collage che ha grandi spazi interrogativi.
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